Ozegna, denunciò il Comune sostenendo di fare il cantoniere. In Appello i giudici gli hanno dato torto

01/03/2017

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Ribaltata la sentenza di primo grado che riconosceva il vincolo di subordinazione. L'uomo non svolgeva per la collettività lavori di pubblica utilità in maniera continuativa

Non era un cantoniere comunale come invece sosteneva quando, tramite il sindacato, aveva denunciato il Comune di Ozegna: la Corte d’Appello del tribunale di Torino, ha ribaltato quella pronunciata in primo grado dal tribunale di Ivrea che aveva condannato l’ente pubblico a versare 50mila euro di risarcimento a Luigi Arese, 64 anni. L’uomo aveva segnalato Cisl di aver svolto l’opera di presunto cantoniere per contro del Comune di Ozegna. Nel procedimento giudiziario di primo grado l’Inail aveva presentato in aula un ricorso per chiedere alla corte il riconoscimento del lavoro dipendente prestato dal’uomo nel periodo di tempo compreso tra il 1° luglio 2008 e il 30 settembre 2010.

Luigi Arese aveva intentato una vertenza sindacale assistito dall’ufficio legale della Cisl: nella denuncia sporta dal sindacato il presunto cantoniere sarebbe stato utilizzato dall’amministrazione, guidata allora dal sindaco Ivo Chiarabaglio, per compiere le mansioni più disparate: quella del giardinaggio, del controllo della viabilità davanti alle scuole per la sicurezza degli scolari e manutenzioni varie negli edifici pubblici per un compenso complessivo di 150 euro mensili.

In base agli elementi in suo possesso, il giudice del tribunale di Ivrea aveva stabilito, senza tenere conto dell’opposizione presentata dal Comune, che Luigi Arese aveva prestato al sua opera a favore della collettività di Ozegna in qualità di “collaboratore della pubblica amministrazione” e come tale gli sarebbe spettata la retribuzione di un cantoniere a tutti gli effetti. L’amministrazione aveva interposto appello e il collegio giudicante del competente tribunale di Torino, ha invece accolto la tesi propugnata dai legali del Comune: a giudizio dei giudici, nel caso specifico non c’erano i presupposti per il riconoscimento del lavoro subordinato dato che, come hanno sottolineato gli avocati che hanno rappresentato in giudizio l’ente pubblico, l’amministrazione comunale si era fatta carico dell’uomo su segnalazione dei servizi sociali con l’intento di alleviare le gravi problematiche economiche dell’uomo.

Adesso, il presunto cantoniere che tale non era, dovrà anche pagare le spese processuali.

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