Omicidio Pomatto, emerge una nuova pista. Un rivarolese iscritto nel registro degli indagati

Feletto

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15/02/2016

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Sulla vicenda la procura di Ivrea e i carabinieri non parlano. Sembra che, scavando nel passato di "Pumatt", sia emersa una nuova pista

Il cerchio si stringe intorno al possibile esecutore dell’omicidio di Pierpaolo Pomatto. L’attività investigativa dei Nuclei operativi di Ivrea e Torino, coordinati dal sostituto procuratore Ruggero Crupi, ma sembra che si sia arrivati alla svolta decisiva ed un uomo di Rivarolo sarebbe stato iscritto nel registro degli indagati. In procura a Ivrea e ai Nuclei investigativi dell’Arma vige il più stretto riserbo, come accade quando gl’investigatori imboccano una pista che viene considerata determinante.

A poco più di un mese dall’efferato delitto che ha stroncato la vita sregolata del felettese Pierpaolo Pomatto, rivenuto cadavere nelle fredde campagne della frazione Vesignano di Rivarolo,  da tutti conosciuto con il soprannome di “Pumatt”, gl’interrogatori che hanno visto quali protagonisti persone che l’uomo frequentava, sembra abbiano fatto emergere nuovi elementi d’indagine. Sembra che l’omicidio possa essere legato al passato della vittima. Un passato ricco di denunce, arresti, processi per truffa furto, spaccio di droga e una presunta appartenenza al gruppo terroristico Prima Linea. Per questo subì un processo al termine del quale fu assolto dall’accusa.

E’ scavando nel passato dell’uomo che sembra sia emersa una pista decisiva. Pierpaolo Pomatto aveva alle spalle un ricco palmares di reati. Può essere che la sua morte possa essere proprio legata allo spaccio di cocaina. Un reato che nel 1981 gli aveva fruttato una prima condanna penale.

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