Omicidio Rosboch in Corte d’Appello. La procura: “Nessuno sconto di pena a Defilippi e Obert”

Castellamonte

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13/12/2018

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Venerdì 14 dicembre la Corte pronuncerà, forse, la sentenza. I difensori dei due imputati puntano a una riduzione della pena, sia pure per motivi diversi. L'assassino ribadisce il suo pentimento

Potrebbe essere pronunciata domani, venerdì 14 dicembre, la sentenza della Corte di Appello di Torino nei confronti di Gabriele Defilippi, 24 anni, auore reo confesso dell’omicidio dell’ex professoressa Gloria Rosboch di Castellamonte e del complice Roberto Obert, 56 anni, di Forno Canavese. Per quell’assassinio legato alla denuncia sporta dalla vittima per una truffa di 187mila euro, l’ex alunno della donna, era stato condannato a 30 anni di reclusione al termine del processo celebrato con il rito abbreviato mentre Roberto Obert era stato condannato in primo grado a 19 anni. Mercoledì 12 dicembre si è aperta la prima udienzza del processo d’Appello durante il quale i difensori dei due uomini chiedono uno sconto di pena.

Il difensore di Defilippi punterà ancora una volta sull’infermità mentale del suo assistito mentre il legale di Obert insiste sulla fondamentale collaborazione dell’imputato con gl’inquirenti che ha consentito di ritrovare il corpo di Gloria Rosboch nell’ex discarica di Rivara.

Dal canto suo la procura generale di Torino ha chiesto alla Corte la conferma delle condanne inflitte in primo grado. Gabriele Defilippi, si è iscritto in carcere alla facoltà di Scienze Politiche e spiega che con il suo cambiamento intende chiedere scusa ai genitori della povera Gloria Rosboch. “So benissimo quello che ho fatto – ha detto di recente -. Quel Gabriele non esiste più. In carcere ho capire quanto ho sbagliato”.

Il legale che rappresenta nel procedimento penale gli anziani genitori di Gloria chiede a Defilippi un giusto risarcimento, Roberto Obert ha già indennizzato la famiglia. I genitori di Gloria non hanno preso parte alla prima udienza. Hanno preferito restare a casa a Castellamonte, chiusi in un dolore che niente e nessuno potrà mai cancellare.

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