Omicidio Rosboch: sarà una guerra di perizie, ma su Gabriele Defilippi incombe l’ergastolo

Ivrea

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23/06/2017

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Il processo penale è giunto alla seconda udienza: per i consulenti del Gup e della procura, indipendentemente dalla sua personalità "narcististica", il giovane era capace di intendere e di volere quando ha partecipato all'assassinio di Gloria Rosboch

E’ facile prevedere che nelle ultime udienze del processo relativo all’omicidio dell’ex insegnante di Castellamonte Gloria Rosboch, a farla da padrone saranno le perizie: Gabriele Defilippi, 22 anni, accusato (reo confesso) dell’omicidio compiuto insieme all’ex amico e amante Roberto Obert, 55 anni, di Forno Canavese (anch’egli reo confesso) era in grado di intendere e di volere quando fu commesso l’omicidio? Quella che si è svolta nella mattinata di oggi, venerdì 23 giugno davanti al Gup del tribunale di Ivrea Alessandro Scialabba, è stata un’udienza (la seconda) prettamente tecnica che fa comunque intravvedere uno scenario quasi scontato.

Il perito del Gup, il dottor Franco Freilone, specialista in psicologia e psicoterapeuta non ha avuto dubbi nella conclusione della perizia eseguita sul giovane assassino dalla multiforme personalità: non solo è in grado di intendere e di volere ma può anche  sostenere il processo che si sta svolgendo con il rito abbreviato. Il consulente Silvio Venuti, professore di psichiatria all’Università di Torino e coordinatore  dei distretti dell’Asl To3 di Torino, è della stessa opinione del collega. Anzi, per Silvio Venuti, Gabriele Defilippi è un manipolatore, un “narcisista aggressivo” che ha la pericolosa tendenza a piegare la volontà altrui per difesa ma anche per trarne vantaggio umano ed economico. Nel profilo tracciato nelle 80 pagine della perizia psichiatrica la personalità si Gabriele Defilippi viene analizzata sotto ogni aspetto: Gabriele ha fascino, personalità, sa dire cose che gli vogliono sentirsi dire, sa convincere, sa suscitare istinti trasgressivi: una personalità poliedrica, insomma, che non inficia a giudizio dello psichiatra la sua capacità di comprendere perfettamente ciò che fa.

La parola adesso spetta ai consulenti di parte e in particolar modo alle perizie del consulente Enrico Zanalda, incaricato dagli anziani genitori di Gloria Rosboch (parte civile nel processo penale) e del neuropsicologo e professore all’Università di Milano Stefano Zago, nominato dall’avvocato difensore di Gabriele Defilippi. Il castello difensivo dell’avvocato Giorgio Piazzese che rappresenta il giovane si basa anche su quei disturbi della personalità constatati dal perito del Giudice per l’udienza preliminare per avvalorare la tesi dell’infermità mentale (che allontanerebbe una eventuale condanna all’ergastolo). Dopo oltre due ore di camera di consiglio l’udienza è stata rinviata al 30 giugno. In quell’occasione a parlare saranno il procuratore capo di Ivrea Giuseppe Ferrando e l’avvocato Stefano Caniglia che rappresenta la famiglia di Gloria Rosboch. Il 6 luglio sono previste le arringhe della difesa. Il prossimo 22 settembre il giudice dovrebbe pronunciare la sentenza. E l’ergastolo, per Gabriele Defilippi, si fa sempre più pericolosamente vicino.

 

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