Omicidio Rosboch: la procura di Ivrea chiede una rogatoria internazionale negli Usa

Ivrea

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17/10/2017

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Chiamati in causa Gmail e Facebook. L'intenzione della pubblica accusa è di esaminare presunti messaggi scambiati tra la Abbattista, sotto processo per concorso in omicidio e concorso in truffa, e il figlio Gabriele Defilippi

Una rogatoria internazionale per poter richiedere ai colossi multinazionali Facebool e Gmail di Google di poter esaminare alcuni messaggi telefonici scambiati tra Gabriele Defilippi, assassino reo confesso della professoressa di sostegno di Castellamonte Gloria Rosboch (che la procura di Ivrea ritiene che abbia scambiato e successivamente cancellato) con la madre Caterina Abbattista, accusata di omicidio in concorso e concorso in truffa.

Ad esprimersi sulla richiesta di rogatoria saranno i giudici della California, lo Stato dove hanno la sede legale sia Gmail che Facebook. La richiesta è stata inoltrata di recente al Consolato. Nella mattinata di martedì 17 ottobre è iniziato il processo penale celebrato con il rito ordinario che ha visto comparire alla sbarra Caterina Abbattista, (che si è sempre professata estranea alle accuse contestate) ex operatrice sanitaria dell’Asl To4, assistita dagli avvocati Gianpaolo Zancan e Tommaso Levi.

Nel corso della prima udienza del processo penale il procuratore capo Giuseppe Ferrando ha richiesto alla Corte di poter inserire nel fascicolo giudiziario la testimonianza resa dal figlio minorenne (e fratellastro di Gabriele Defilippi) nel corso di un passato incidente probatorio.

Pronta la reazione della difesa dell’imputata che ha invece chiesto che il piccolo possa rendere una nuova deposizione in aula.

Ipotesi che la procura ha giudicato inutile. Il giudice del tribunale di Ivrea ha respinto l’obiezione sollevata dai legali della difesa e ha accolto la richiesta avanzata dal procuratore capo Giuseppe Ferrando.

Il processo si preannuncia complesso e delicato: in aula sfileranno una cinquantina di testimoni che deporranno sia per la difesa che per la pubblica accusa.

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