Omicidio Rosboch: colpo di scena in tribunale a Ivrea. Caterina Abbattista è di nuovo una donna libera

06/02/2018

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Il giudice ha accolto la richiesta di revoca dell'obbligo di dimora nel comune di Gassino Torinese avanzata dai legali dell'assistente socio sanitaria che potrà anche tornare al lavoro. La donna è accusata di concorso nell'omicidio dell'ex professoressa

Da oggi, martedì 6 febbraio 2018, Caterina Abbattista, madre di Gabriele Defilippi, il giovane condannato per il barbaro assassinio (confessato) dell’ex professoressa di sostegno Gloria Rosboch di Castellamonte, è una donna libera. Il giudice del tribunale di Ivrea Vincenzo Bevilacqua ha accolto la richiesta di revoca dell’obbligo di dimora a Gassino Torinese avanzata dai legali dell’assistente socio-sanitaria dell’Asl To4.

La donna, che è sotto processo per concorso nell’omicidio di Gloria Rosboch, uccisa perchè aveva denunciato la truffa di 187 mila euro perpetrata dall’ex giovane allievo Gabriele Defilippi, aveva già scontato gli arresti domiciliari nell’abitazione della sorella ad Oglianico e le era stato vietato, in seguito, di uscire dal territorio del comune di Gassino dove risiede da anni. La decisione del giudice sarebbe stata motivata dal comportamento rispettoso che ha donna ha mostrato nei confronti delle disposizioni giudiziarie: un comportamento tanto ligio da convincere il magistrato ad attenuare la misura cautelare.

Da domani, mercoledì 7 febbraio, Caterina Abbattista dovrà presentarsi una sola volta alla settimana nella caserma dei carabinieri di Castiglione Torinese e potrà anche tornare a svolgere il suo lavoro nell’ospedale di Ivrea. Dal canto suo il procuratore di Ivrea Giuseppe Ferrando che ha coordinato le indagini dalla scomparsa della vittima, aveva chiesto alla Corte che la donna non si potesse avvicinare alla città di Castellamonte, per rispetto nei confronti degli anziani genitori di Gloria Rosboch. Una richiesta che il giudice ha ritenuto opportuno non accogliere.

La decisione è stata assunta nella mattinata di martedì 6 febbraio al termine dell’udienza durante la quale ha avuto luogo l’escussione di alcuni testimoni.

L’avvocato della famiglia Rosboch Stefano Caniglia ha sottolineato che l’esigenza di attenuare le misure cautelari, può anche essere condivisa, ma alla madre di Gabriele Defilippi non avrebbe dovuto essere consentito di avvicinarsi a Castellamonte per una questione di mera delicatezza nei confronti dei genitori della professoressa uccisa. Così non è stato.
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