Il Nursind accusa l’Asl T04: “Manca il personale e i dipendenti rischiano di non fare le ferie”

27/05/2018

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La responsabilità dell'attuale situazione a giudizio del Nursind non è da attribuire totalmente alla Direzione Generale, ma soprattutto ai dirigenti e ai quadri intermedi. "In alcune realtà, nonostante la carenza - spiega Summa -, il personale viene fatto lavorare meno ore delle 36 previste durante la settimana, salvo poi chiedere orario aggiuntivo nei mesi successivi

La carenza di personale nell’Asl To4 non solo mette a rischio la qualità del servizio di assistenza ai pazienti e costringe il personale ad effettuare turni massacranti, ma rischia di far “saltare” le ferie ai dipendenti. Lo denuncia il Nursind, il sindacato delle professioni infermieristiche che si dichiara pronto a denunciare la situazione all’Ispettorato del Lavoro e a chiedere assunzioni urgenti e attivazione di prestazione aggiuntive in attesa della fine del concorso. Il segretario provinciale del Nursind Giuseppe Summa non usi mezzi termini: “In diversi servizi dell’Asl T04, a pochi giorni dal primo giugno (data d’inizio delle ferie estive da contratto), non è stato ancora approvato definitivamente il piano delle ferie del personale. Riteniamo tutto ciò inammissibile -dichiara il funzionario sindacale -. Nonostante le nostre denunce, la situazione sembra sia stata decisamente sottovalutata. Il concorso infermieri è ancora in corso e non si conosce una tempistica certa sull’utilizzo della graduatoria, mentre quello relativo al personale di supporto è appena all’inizio.

E come se tutto ciò non bastasse, tra i mesi di giugno e luglio numerose saranno le cessazioni dal servizio del personale a vario titolo ed in caso di maternità o malattia lunga, i servizi rischieranno il blackout. Il 31 maggio ci sarà un incontro nel quale Nursind chiederà di parlare anche dell’argomento e dei contratti in scadenza del personale interinale, ma in attesa ha inviato una lettera all’azienda, attraverso la quale chiede assunzioni urgenti e l’attivazione di prestazioni aggiuntive su base volontaria (Legge Sirchia)”.

A conferma della preoccupazione nutrita dal Nursind figura, come spiega Summa in una nota, figura anche una lettera da parte della stessa azienda inviata ai Coordinatori di reparto dell’ospedale di Ivrea, attraverso la quale si espone la criticità della situazione e si chiede di responsabilizzare il personale nella richiesta delle ferie estive.

“Ai 60 infermieri che servirebbero solo per coprire i trasporti secondari, bisogna aggiungere circa 20 operatori socio-sanitari che garantirebbero la copertura degli interi turni sulle 24 ore. Per non parlare della carenza legata ai posti vacanti in organico o al personale che servirebbe per garantire il rispetto in materia di orario di lavoro. Dai dati in nostro possesso, nel 2016 l’Asl T04 ha speso in personale circa 5 milioni di euro in meno rispetto a quanto stanziato dalla Regione Piemonte e anche nel 2017 il pre-consuntivo parla di circa quattro milioni di euro in meno. Così si pareggiano i bilanci delle Aziende Sanitarie? -si chiede Giuseppe Summa-: tagliando sulla pelle del personale?”

Ma la responsabilità dell’attuale situazione a giudizio del Nursind non è da attribuire totalmente alla Direzione Generale, ma soprattutto ai dirigenti e ai quadri intermedi.
“Nella realtà di Ciriè per esempio, nonostante la carenza, il personale viene fatto lavorare meno ore delle 36 previste settimanalmente, salvo poi chiedere orario aggiuntivo nei mesi successivi. Inoltre, ad aggravare il carico assistenziale peggiorando ulteriormente la situazione, troviamo importanti modifiche nell’organizzazione del lavoro in un periodo delicato come quello estivo. Per noi la situazione è chiara – conclude il segretario provinciale del Nursind -. Se non si dovesse assumere in tempi ristretti, ricorrendo anche all’utilizzo di prestazioni aggiuntive, la situazione presto degenererà ulteriormente e si metteranno a rischio i servizi. L’azienda si assuma le proprie responsabilità o in alternativa saremo costretti a rivolgerci all’ispettorato del lavoro. Il direttore generale Lorenzo Ardissone è dal 2015 che continua a dichiarare di rispettare i sindacati e di credere nel loro ruolo, ma adesso è ora di passare dalle parole ai fatti”.

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