“Non sono stato io a rapinare le prostitute”: Sacripanti nega ma rimane in carcere a Ivrea

Rivarolo Canavese

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29/11/2015

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Gli avvocati difensori Bertoldo e Bianchetti sostengono che le donne hanno trascritto soltanto parte delle targhe

Luigi Sacripanti, 61 anni, accusato di aver rubato un’auto e di aver rapinato tre prostitute, rimane in carcere a Ivrea nonostante protesti la sua innocenza. Nella mattinata di ieri è comparso in tribunale e Ivrea davanti al giudice Tiseo per l’interrogatorio di garanzia. L’ex marito di Gigliola Guerinoni, soprannominata la “Mantide di Cairo Montenotte” smentisce di essere il rapinatore solitario indicato dalle “lucciole” rapinate. La Marinoni, ex avvenente gallerista, entrò a far parte della storia del crimine e, dopo un lungo processo, fu condannata nel 1989 a 26 anni di carcere per aver ucciso l’amante Cesare Brin. Luigi Sacripanti, che aveva sposato Gigliola Guerinoni nel carcere di Venezia negli anni Novanta, dove si erano conosciuti, è stato arrestato nella notte di mercoledì scorso dai carabinieri della stazione di Rivarolo Canavese, mentre stava bevendo il caffè in un bar di una stazione di servizio situata ai margini della ex statale 460 tra Bosconero e Rivarolo.

L’uomo era accusato di aver rubato a Torino, un paio di giorni prima, una Fiat Uno. Gl’inquirenti sospettano che l’auto sia stata usata per compiere tre rapine ai danni di altrettante prostitute che avevano sporto denuncia ai carabinieri a Carignano, Leinì e San Benigno. Sacripanti ha respinto ogni addebito ammettendo di essere stato in carcere e di aver pagato il suo debito contratto con la giustizia e di non essere l’autore delle rapine. Il primo episodio risalirebbe al 4 novembre, appena due giorni dopo la sua uscita dal carcere di Sanremo. In tutti i casi contestati si tratta di un bottino piuttosto misero: ogni rapina avrebbe fruttato poche centinaia di euro.

Gli avvocati di difensori di Luigi Sacripanti, Bertoldo e Mauro Bianchetti esprimono i loro dubbi suffragati, a loro dire, dal fatto che se il tipo di auto corrisponde a quello usato per compiere le rapine, le prostitute hanno in realtà annotato solo alcuni numeri della targa. Il curriculum vitae di Sacripanti è di tutto rispetto: l’uomo è anche stato nel passato anche un importante collaboratore di giustizia: grazie alle sue informazioni, le forze dell’ordine riuscirono a sgominare un gruppo criminale calabrese che faceva affari con la vendita di armi e droga.

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