Montanaro, l’asilo nido “Teresa Noce” rischia di chiudere di battenti

Montanaro

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19/07/2015

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Il Comune aveva trasferito la gestione della struttura ad una partecipata: il liquidatore ha indetto una gara d'appalto

L’asilo nido di Montanaro, dopo quarant’anni di continua attività, rischia di chiudere definitivamente i battenti. A meno che non si trovi un privato disposto a rilevarne la gestione. La chiusura della struttura rappresenta un duro colpo per tutta la collettività e per tutti qui genitori che potevano lasciare i propri figli in mani capaci ed esperte. 45 posti, una frequenza che si attesta sui trenta bambini tra i sei e i trentasei mesi di età.

La proprietà dell’asilo nido “Teresa Noce” che è situato in via Garibaldi a Montanaro, era stata rilevata dalla società partecipata del Comune “Città Futura”, un ente che aveva grandi ambizioni che non si sono mai realizzate.

L’Amministrazione comunale di allora, per motivi strettamente legati al bilancio comunale, aveva trasferito la gestione della Casa di Riposo, della farmacia comunale e dell’Asilo nido a “Città Futura”. Ma la “partecipata” non è mai decollata come si sperava sotto il profilo economico e, anzi, ha accumulato negli anni una consistente mole di debiti, tanto da costringere il consiglio di amministrazione a ricorrere alla proceduta di liquidazione. Il risultato? La farmacia è stata costretta a chiudere i battenti e la Casa di riposo è stata ceduta a privati.

Luigi Tealdi, liquidatore della società “Città Futura” ha indetto una gara d’appalto per la gestione della struttura per i prossimi cinque anni, che si spera non vada deserta. Entro il 31 luglio i privati o le società interessate avranno tempo di presentare in Comune le offerte. Qualora questa ultime arrivassero sarà necessario attendere il 5 agosto per l’apertura delle buste.

Eppure l’asilo nido “Teresa Noce” incassava ogni anno circa 500 mila euro, una cifra che non bastava a coprire le spese di gestione. La trepidazione è palpabile: le mamme sperano che l’asilo non chiuda i battenti e il sindaco Giovanni Ponchia si augura che questo importante ed essenziale servizio non debba essere abolito. Il verdetto è atteso per il 5 agosto.

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