Montalenghe: blitz della Finanza in una distilleria clandestina di grappa. Denunciati due cinesi

03/12/2019

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Gli agenti delle Fiamme Gialle hanno rinvenuto, in uno scantinato, tutto l'occorrente per preparare ingente quantità di alcolici. Sequestrati centinaia di litri di liquore già distillato

Montalenghe: blitz della Guardia di Finanza in una distilleria clandestina di grappa. Denunciati due cinesi.

In quel deposito di Montalenghe, gestito da una coppia di cinesi, gli uomini della Guardia di Finanza erano già intervenuti nei giorni scorsi: qui avevano trovato numerose persone che lavoravano in condizione di vero sfruttamento. In occasione di un ulteriore sopralluogo gli agenti delle Fiamme Gialle hanno rinvenuto, all’interno di uno scantinato, tutte le attrezzature utilizzate per l’illecita produzione di acquavite: alambicchi in rame, aromi (tra questi derivati della liquirizia), fornelletti a gas e centinaia di litri di distillato; questa ingente quantità non poteva, inequivocabilmente, essere destinata ai due soli cittadini cinesi, marito e moglie, proprietari dell’immobile. Per i due è scattata la denuncia alla procura di Ivrea ed il materiale è stato posto sotto sequestro in attesa del provvedimento di confisca e distruzione.

La produzione clandestina di grappa, pericolosa per la salute e illegale, è una vecchia consuetudine, in particolare il decreto legislativo 504 del 1995 prevede che “la preparazione, da parte di un privato, di prodotti alcolici, destinati all’uso esclusivo dello stesso privato, dei suoi familiari e dei suoi ospiti, con impiego di alcole ad imposta assolta, non è soggetta ad autorizzazione a condizione che i prodotti ottenuti non formino oggetto di alcuna attività di vendita”.

Il reato di fabbricazione clandestina di bevande alcoliche si ha quando l’autore fabbrica alcol o bevande alcoliche clandestinamente, vale a dire in locali o con apparecchi non preventivamente denunciati o verificati, o costruiti o alterati in modo che il prodotto possa essere sottratto all’accertamento. La pena prevista è della reclusione da sei mesi a tre anni e della multa dal doppio al decuplo dell’imposta evasa, non inferiore in ogni caso a 7 mila 746 euro.

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