L’Unesco ha deciso: Ivrea è Patrimonio dell’Umanità grazie alle ardite intuizioni di Adriano Olivetti

Ivrea

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01/07/2018

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Premiati gli sforzi compiuti dall'ex amministrazione guidata da Carlo Della Pepa. La concezione avveniristica della città-fabbrica è unica al mondo. La soddisfazione del mondo politico

Dopo tanti sforzi e tante delusioni il riconoscimento ufficiale è finalmente arrivato: la città di Ivrea è il 54mo sito italiano risconosciuto dall’Unesco come Patrimonio dell’Umanità. Questo è ciò che rimane della dilapidata eredità morale e tecnologia della famiglia Olivetti. Ivrea è stata riconosciuta quale “Città ideale della rivoluzione industriale del Novecento”. Lo ha deciso la sessione dell’Unesco, in corso nel Bahrain, che ha votato a favore della candidatura piemontese avanzata dall’amministrazione uscente di centrosinistra.

Soddisfazione nell’apprendere la notizia è stata espressa dal sindaco uscente di Ivrea Carlo Della Pepa e il neo primo cittadino Stefano Sertoli che ha dichiarato: “Nutro una grandissima gioia per Ivrea, fortissima emozione, il risultato di un grandissimo lavoro svolto per un lungo periodo, fra mille difficoltà, fortissimamente voluto da Carlo Della Pepa e da tutti coloro che hanno lavorato al suo fianco. Penso a tutti coloro che in Comune hanno lavorato alla candidatura, creando un vero e proprio team sotto la guida di Della Pepa, penso al coordinatore Lavarini ed al suo team, alla Regione Piemonte, alla città metropolitana, al Comune di Banchette, alla sovrintendenza, alla Fondazione Guelpa, alla Fondazione Olivetti  ai quali vanno le mie più vive congratulazioni, i miei più sentiti ringraziamenti a nome della città di Ivrea per questo risultato assolutamente storico e per nulla scontato.

Non posso non rivolgere un pensiero  commosso , in questo particolare momento, a Lucia Guelpa e a Lalla Olivetti alle quali tutti noi eporediesi dovremo essere eternamente riconoscenti. Alla prossima amministrazione il grandissimo onore e l’impegnativo compito di iniziare da subito a lavorare per cercare di raggiungere tutte le opportunità che questo importantissimo riconoscimento mondiale può portare ad Ivrea, al territorio ed ai suoi cittadini”.

Altrettanto soddisfatto è il ministro Alberto Bonisoli, ministro dei Beni e delle Attività Culturali che sottolineato come la decisione assunta dall’Unesco sia dovuta alla concezione “concezione umanistica del lavoro propria di Adriano Olivetti nata e sviluppata dal movimento Comunità e qui pienamente portata a compimento, in cui il benessere economico, sociale e culturale dei collaboratori è considerato parte integrante del processo produttivo”. A dare vita e corpo alla Industriale fu nel 1908 Camillo Olivetti ma fu il figlio Adriano a farene, tra gli anni Trenta e gli anni Sessanta la capitale indiscussa del nuovo modo di fare sviluppo urbano nell’ambito della creazione di una città a forte vocazione tecnologica caratterizzata da una innovativa concezione architettonica.

Il Canavese si arricchisce ulteriormente: Ivrea si affianca al castello di Agliè e al Sacro Monte di Belmonte quali  patrimonio dell’Umanità.

“Ivrea città industriale del XX secolo” rappresenta il primo sito Unesco, patrimonio dell’umanità, nel nostro paese che riguarda una porzione intera di territorio con architettura del Novecento. Un patrimonio della comunità eporediese e canavesana che la nuova Amministrazione avrà il compito di valorizzare. Una valorizzazione che dovrà avvenire coinvolgendo i cittadini, in modo particolare i giovani nativi digitali, e tutti gli amministratori. Tutti dovranno divenire ambasciatori nel mondo di un’industria illuminata, ricca di ideali, libertà, innovazione tecnologica e contemporaneità. Un modello di Impresa al quale abbiamo l’ambizione di ispirarci, consapevoli della forza di quell’heritage senza eguali al mondo, il cui vantaggio competitivo va sotto il brand del “Made in Italy”, terzo marchio più noto al mondo dopo Coca-Cola e Visa.

Anche grazie a questo riconoscimento, in Canavese dobbiamo puntare a un modello che sia la sintesi di industria e di eccellenza artigianale: un ibrido che mi piace definire “artigianalità aumentata”. Possiamo diventare un hub tecnologico innovativo, all’incrocio tra una manifattura che si ispira al terziario e un mondo del terziario che tende ad assumere metodi, culture, saperi, una volta tipici dell’industria.

Un ringraziamento sincero va a tutte le istituzioni che, ai differenti livelli di governo, hanno saputo lavorare in squadra nel corso di un decennio, per riportare, con questa candidatura, la nostra città sotto i riflettori del mondo intero”.

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