Lotta al pellet non a norma: istituita una task force fra Regione, Arpa e carabinieri del Nucleo forestale

22/01/2020

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Su 144 apparati ispezionati in Piemonte, 47 nella provincia di Torino - per un numero complessivo di circa 3 mila unità abitative in tutta la regione di cui 1100 nel territorio della Città Metropolitana di Torino - quasi la metà, circa 700, sono risultati non in regola per superamenti di emissioni di ossidi di azoto. La sanzione è di mille euro

Una task force con 10 squadre in campo per passare al setaccio i materiali combustibili in vendita utilizzati per il riscaldamento, individuare ed eliminare dal mercato il pellet non a norma e di scarsa qualità, fonte di inquinamento atmosferico. È attiva da oggi grazie a una sinergia fra Regione Piemonte, Arpa e Carabinieri del Nucleo forestale, protagonisti di una operazione congiunta, presentata in conferenza stampa a Torino dagli assessori regionali all’Ambiente Matteo Marnati e allo Sviluppo della montagna, Fabio Carosso.
La combustione di pellet di scarsa qualità o illegale può portare ad un aumento delle emissioni di PM10 e di Ossidi di azoto fino al 50% superiori rispetto alla combustione di materiali apparentemente identici ma di fascia più alta. Sono questi i motivi dell’operazione congiunta tra tecnici dell’Arpa e Carabinieri del Nucleo Forestale per intensificare l’attività di controllo e campionamento del pellet destinato al riscaldamento.

I controlli vengono effettuati solo presso i rivenditori. Pertanto, nessun privato riceverà a casa visite inaspettate da parte dei carabinieri o dei tecnici di Arpa. L’Agenzia regionale per l’ambiente nel frattempo ha completato il primo ciclo di controlli su caldaie e impianti termici, terminati il 31 dicembre 2019: su 144 apparati ispezionati in Piemonte, 47 nella provincia di Torino – per un numero complessivo di circa 3000 unità abitative in tutta la regione di cui 1100 nel territorio della Città Metropolitana di Torino – quasi la metà, circa 700, sono risultati non in regola per superamenti di emissioni di ossidi di azoto, mancata manutenzione ed errata o mancata contabilizzazione del calore. La sanzione è di circa 1.000 euro ciascuno.

“Fino ad oggi è stato sottovalutato l’impatto delle emissioni da riscaldamento sulla qualità dell’aria – ha spiegato l’assessore regionale all’Ambiente, Matteo Marnati -. In Piemonte il contributo alle concentrazioni di particolato PM10 del riscaldamento domestico a biomassa legnosa è di circa il 45% nel Comune di Torino e supera il 50% negli altri capoluoghi, e per questa ragione abbiamo deciso di intensificare il monitoraggio sulla qualità dei materiali utilizzati per il riscaldamento”.

Secondo l’Arpa Piemonte, l’inquinamento prodotto da una caldaia domestica a pellet dipende sia dalla qualità del combustibile che dalle caratteristiche dell’impianto. “Quindici siti da oggi sono sotto controllo con 10 squadre in campo per la verifica e il sequestro del pellet – ha spiegato il Comandante Regione Carabinieri Forestali Piemonte, Benito Castiglia – L’obiettivo è fare campionamenti e controlli per la non rispondenza del prodotto, provenienza legale del prodotto finalizzato a contrastare il commercio illegale del legno e poi la frode commerciale. Un elemento fondamentale è il prelievo dei campioni a cui seguirà il riscontro analitico con Arpa”.

L’assessore allo Sviluppo della montagna Fabio Carosso è intervenuto a conclusione della conferenza: “La Regione è attenta all’ambiente e si sta concentrando sullo sviluppo di sinergie con Arpa e Carabinieri per il monitoraggio di questi materiali”.

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