Lodo Asa: i sindaci dei comuni dell’ex consorzio contro il commissario Stefano Ambrosini

Canavese

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16/02/2016

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Si percorreranno tutte le strade possibili pur di evitare l'immobilizzazione delle amministrazioni. Ma chi ha generato il debito iniziale?

L’entità del debito accumulato dall’Asa è fonte di molte perplessità tra molti dei sindaci che ieri sera hanno partecipato all’incontro, indetto dal sindaco di Rivarolo Alberto Rostagno, per stabilire una linea comportamentale comune alla luce del recente lodo Asa che ha condannato comuni e le tre comunità Montane a versare nelle casse dell’ex società 37 milioni di euro più le spese accessorie. La domanda che molti amministratori si sono posti è la seguente: per quale ragione da quando è stata commissariata il debito della società è lievitato a dismisura, passando dai sei a 37 milioni?

Una vicenda ancora tutta da verificare che ha convinto quei sindaci più “scafati” come Serafino Ferrino, primo cittadino di Favria e Giambattistino Chiono (sindaco di Busano), a proporre di richiedere un incontro con il procuratore capo di Ivrea Giuseppe Ferrando e a fare, nel contempo un esposto alla Corte dei Conti. In realtà come conferma il portavoce dell’Area Omogenea del Canavese Occidentale Alberto Rostagno, in passato la procura aveva già aperto un fascicolo sul fallimento Asa. In ogni caso si vuole capire se ci sono responsabilità e a chi sono da attribuire. Nel mirino degli amministratori la gestione del commissario straordinario Stefano Ambrosini, reo di aver presentato un contro troppo “salato” quando tutti, ma proprio tutti erano convinti di aver a che fare con un “buco” di bilancio molto più ridotto. E poi c’è la questione della presunta incompatibilità di uno dei componenti del collegio arbitrale e la validità del lodo sotto il profilo della legittimazione.

Lo studio legale torinese Scaparone sta mettendo nero su bianco la strategia da assumere. E’ molto probabile che si percorreranno tutte le strade possibili per evitare di rischiare se non il default, di sicuro l’impossibilità di poter effettuare investimenti nel prossimo futuro. “Tutte le eccezioni sollevate dai sindaci sono tutte legittime – ammette il sindaco di Rivarolo Alberto Rostagno -. Di certo si farà in modo di giungere a una soluzione condivisa che eviti ai comuni di dover affrontare una situazione ingestibile”. In sintesi, sì all’impugnazione del lodo, sì all’incontro con il procuratore Ferrando, sì alla possibile transazione con il commissario Ambrosini e sì anche all’esposto alla Corte dei Conti. Ma la storia è ancora tutta da scrivere, soprattutto, al di là dell’entità delle cifre, su chi ha generato il debito iniziale.

Dov'è successo?

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