Lo smartphone non ha campo? E i turisti fuggono dalle valli montane. La denuncia dell’Uncem

Ceresole Reale

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27/08/2018

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Spiega il vicepresidente nazionale Antonio Di Maria: "Chi arriva in borghi e località di Alpi e Appennini vuole avere un buon 4G, una buona copertura internet mobile, e ancor prima un minimo segnale. Decente. È anche e soprattutto una questione anche di sicurezza"

Nell’era della digitalizzazione globale il telefono cellulare è un’oggetto dal quale è sempre più difficile staccarsi: e se è utile nei casi di emergenza, lo smartphone diventa il più delle volte, modo per tenersi in continuo contatto con famiglie, parenti e amici. E i turisti fuggono dalle vallate montane dove la ricezione del segnale radio è di cattiva qualità o addirittura assente. A lanciare l’allarme è Antonio Di Maria, vicepresidente vicario nazionale dell’Uncem è perchè il problema non riguarda soltanto le regioni del Nord ma anche quelle dell’Appennino: “I turisti? Senza una buona ricezione del loro smartphone non sceglieranno più i nostri territori. È evidente che chi arriva in borghi e località di Alpi e Appennini vuole avere un buon 4G, una buona copertura internet mobile, e ancor prima un minimo segnale. Decente. È una questione anche di sicurezza. Sempre più escursionisti rilevano moltissime aree montane, percorse da sentieri, scoperte. Dunque, in caso di allarme tutto si complica. Vale anche per soccorritori ed emergenze sanitarie. La copertura è necessaria e Uncem ha aperto un dialogo con le principali compagnie di telefonia mobile per sbloccare investimenti e opportunità per i territori. Come abbiamo ribadito qualche ora fa, di digital divide non vogliamo morire”.

La cattiva copertura della rete di telefonia mobile è un dato di fatto anche se l’App L’app “Che Banda” permette di scoprirla. Ma senza banda è anche difficile monitorare la situazione.

“Per questo – prosegue Di Maria – Tim e Vodafone ci hanno chiesto di segnalare aree precise non coperte. Hanno dato la disponibilità a coprirle. È un buon approccio, che accogliamo con favore. Servono investimenti da parte loro. Noi faremo dei carotaggi con i nostri sindaci nei 3.850 Comuni montani italiani. Ma chiediamo al Governo, all’AGCom, ai CoreCom regionali, alle compagnie stesse, di investire delle risorse per il monitoraggio e poi soprattutto per nuovi pali”.

E conclude: “Dove oggi vi sono contenziosi con i Comuni, Uncem si impegna a risolverli, a chiarire situazioni. Ma il segnale deve essere chiaro. I cellulari devono prendere ovunque, anche nei piccoli borghi, anche sui sentieri. Il problema riguarda i turisti, in estate e in inverno come abbiamo detto. Ma ancor prima, lo sappiamo bene, riguarda chi abita i territori tutto l’anno, chi fa impresa, chi avvia una start up. Vuole avere una connessione decente, una copertura di telefonia mobile stabile e omogenea. Risolvere queste sfide vuol dire unire il Paese, non marginalizzare Alpi e Appennini”.

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