Leinì-Volpiano: i 100 mila euro di risarcimento versati da Coral saranno usati per la legalità

Leinì

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17/03/2017

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I giudici avevano stabilito che l'ex amministratore, condannato a 8 anni di carcere, versasse cinquantamila euro ad ognuno dei due comuni costituitisi parte civile nel processo "Minotauro"

Saranno utilizzati per investimenti legati alla legalità e alla sicurezza i centomila euro che i giudici del processo “Minotauro” avevano stabilito che l’ex sindaco Nevio Coral (condannato a otto anni in via definita) versasse ai comuni di Volpiano e Leinì 100 mila euro a titolo di risarcimento per il danno d’immagine subito. Le due amministrazioni comunali si erano costituite, assistite dall’avvocato Giulio Calosso, parte civile nel processo che aveva svelato gli intrecci tra mafia e politica in Canavese: i centomila euro sono stati versati nelle casse comunali e Gabriella Leone, prima cittadina di Leinì ed Emanuele De Zuanne, sindaco di Volpiano, hanno stabilito di spendere quel denaro per dare vita a iniziative concrete che rivestano nel contempo un forte valore simbolico nel campo della sicurezza e della cultura della legalità.

Volpiano, ad esempio, userà i cinquantamila euro versati da Nevio Coral per attuare iniziative quali mostre e spettacoli teatrali che abbiano la legalità come filo conduttore. Parte di questi soldi, spiega il sindaco Emanuele De Zuanne, saranno impiegati per il mantenimento di uno stabile sequestrato alla alla mafia e che oggi ospita il distaccamento volontario dei vigili del fuoco. Il primo cittadino sottolinea anche che presto altri due beni sottratti alla malavita organizzata passeranno sotto la competenza del Comune. Un esempio di come i beni sequestrati alla mafia possano essere riconvertiti in modo utile per la collettività.

E a Leinì? L’amministrazione guidata dal sindaco Gabriella Leone ha deciso che parte dei 50 mila euro per rinnovare parte del sistema di videosorveglianza e parte verranno impiegati per incontri di formazione destinati ai dipendenti pubblici, scuole e cittadini, anche il collaborazione con il presidio di “Libera”. Leinì è diventata a livello nazionale e internazionale come comuni degli ‘ndranghetiste: l’amministrazione punta alla riabilitazione confidando nella partecipazione della cittadinanza e delle associazioni.

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