Leinì: smerciavano droga tramite WhatsApp. In manette 4 pusher e denunciate altre 4 persone

Leinì

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22/04/2016

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Dopo aver interrogato numeorsi e insospettabili clienti della banda, i carabinieri hanno sgominato l'organizzzazione dediita allo spaccio

La tecnologia? E’ uno dei cardini intorno al quale ruota la comunicazione. Anche acquistare è diventato più facile e conveniente e con l’abnorme diffusione dell’applicazione di Whatsapp è diventato anche molto più facile ordinare anche la droga. E’ così che i clienti di una banda di pusher ordinava le dosi di sostanze stupefacenti in brevissimo tempo e con pochi rischi. Si chiamava “Drog@2.0” l’organizzazione criminale che, negli ultimi mesi era divenuta un vero e proprio punto di riferimento per una consistente clientela alla ricerca di hashish, cocaina e marijuana, non solo leinicese ma diffusa in un’ampia porzione di territorio. Quasi tutti clienti insospettabili, che conducevano una vita apparentemente insospettabile: studenti, impiegati, professionisti.

“Vengo a prendere i miei cd” era la frase concordata per ordinare la droga. Dopo un’articolata attività investigativa i carabinieri della stazione di Leinì hanno fatto scattare le manette ai polsi di B.G. 45  anni, residente in città con l’accusa di detenzione di cocaina. L’uomo, fabbro di professione, in una scatola aveva accuratamente nascosto, sotto una pila di dischi levigatori che usava nella sua attività, 43 grammi di cocaina. Nel corso di un’accurata perquisizione compiuta nell’auto e nell’abitazione dell’uomo, i militari hanno rinvenuto e sequestrato altri cinque grammi di droga.

Le indagini hanno altresì consentito di accertare che della banda a facevano parte otto persone: in tutto sono state eseguiti quatto arresti e altrettante persone sono state denunciate a vario titolo per detenzione e spaccio di droga. Il personaggio di maggior spicco dell’organizzazione era Paolo F. 24 anni, di professione commerciante, anch’egli residente a Leinì. Prima di dare avvio all’operazione, i carabinieri hanno ascoltato numerosi clienti che, ai militari, hanno raccontato come avvenivano le ordinazioni, le consegne, le modalità di pagamento. Tutti elementi che hanno consentito agli investigatori di accertare le responsabilità di ogni singolo componente della banda.

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