Leinì, i carabinieri sgominano una banda che costringeva giovani romene a prostituirsi

Leinì

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27/11/2015

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Giovani e belle, venivano irretite con la promessa di fare una vita dorata. Poi, giunte in Italia, erano costrette a vendere il proprio corpo

Le ragazze, tutte giovane e avvenenti, arrivavano dalla Romania, con in tasca il sogno di una vita migliore, lontana dai sacrifici e dalla miseria. Invece, una volta giunte in Italia, erano costrette con la violenza a prostituirsi. Non è una storia nuova. Le cronache abbondano di vicende dove violenza e prostituzione sono costrette a convivere in un binomio tragico e abominevole.

Sono stati i carabinieri della stazione di Leinì a mettere fine all’attività di una banda di romeni che sfruttava diverse ragazze. Le indagini duravano già da qualche tempo e hanno permesso di appurare che gli arrestati convincevano ragazze che abitavano nei villaggi più poveri della Romania a recarsi in Italia per condurre una vita migliore, grazie a finti casting e all’allettante promessa di poter frequentare il dorato mondo della moda e dello spettacolo.  Ma il destino che le attendeva era di ben altra natura.

Le porte del carcere di Ivrea si sono spalancate per Ciprian Benta, 38 anni, operaio residente a Leinì ed Emilian Nicusor Hapeu, di 28 anni che era già detenuto a Voghera per aver commesso altri reati. Contestualmente in Romania a Suceava, cittadina ai confini con l’Ucraina, è scattato un blitz della polizia romena (in collaborazione con le forze dell’ordine italiane) che ha consentito di arrestare Alexandru Ciovanu Zamfir, 23 anni, Nicolae Duduman di 29 anni, Dumitru Popescu, 27 anni, Stefan Danielo Caciulan e Maricica Dumau di 26 anni, tutti residenti a Torino.

L’organizzazione controllava otto ragazze che erano costrette a dormire in alcuni appartamenti di proprietà della banda che, grazie alle potenzialità offerte dalla rete, pubblicava anche annunci in alcuni siti dedicati a incontri “particolari”. Nei guai sono finiti anche due italiani: una donna di 26 anni e un uomo di 56 che sono stati denunciati. Le “lucciole” erano costrette a lavorare suo marciapiedi di Torino e della prima cintura.

Dov'è successo?

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