Lavoro, nei primi due mesi crescono le assunzioni in Piemonte. Cassa integrazione in calo

30/04/2018

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Se a trainare la crescita restano soprattutto i contratti a tempi determinato, aumentati del 18% nel confronto con l’anno precedente, per la prima volta dopo quattro trimestri con il segno negativo, i contratti a tempo indeterminato standard presentano tra gennaio e febbraio un incremento del 27,4%

Le assunzioni in Piemonte nei primi due mesi del 2018 sono aumentate del 19%, passando dalle 98.105 del periodo gennaio-febbraio 2017 alle 116.733 del primo bimestre di quest’anno. Lo rivelano i dati delle comunicazioni obbligatorie delle imprese, elaborati dall’osservatorio regionale del mercato del lavoro.
Se a trainare la crescita restano soprattutto i contratti a tempi determinato, aumentati del 18% nel confronto con l’anno precedente, per la prima volta dopo quattro trimestri con il segno negativo, i contratti a tempo indeterminato standard presentano tra gennaio e febbraio un incremento del 27,4%, dagli 11.972 dell’anno precedente ai 15.250 di quest’anno. Un aumento che caratterizza tutte le fasce d’età, ma si presenta un po’ più accentuato nella fascia 15-29 anni, dove le assunzioni stabili sono cresciute del 33%.

Prosegue inoltre, grazie alla semplificazione normativa introdotta e alla nuova disciplina regionale della materia, il trend di crescita del contratto di apprendistato (+29%), che contribuisce alla buona performance complessiva dei giovani.

Nella fascia 15-24 anni, infatti, gli avviamenti al lavoro sono aumentati del 24%; del 21,4% se si considera la fascia 15-29 anni, un incremento in entrambi i casi superiore al valore medio delle assunzioni in Piemonte.

Nei primi mesi dell’anno, inoltre, segna un’ulteriore flessione il ricorso alla cassa integrazione (-40,5%, 5,6 milioni di ore in meno), con un calo concentrato, in particolare, nella componente straordinaria (-53,5%, pari a -5,1 milioni di ore).

Analizzando nel dettaglio l’andamento delle singole province, il trend di crescita delle assunzioni è confermato ovunque, con un tasso di incremento superiore al 35% a Biella e nel Vco e un minimo a Torino (+14,5%). Al di sotto della media regionale si colloca anche Alessandria (+17,7%), al di sopra invece troviamo Asti (+22%), Cuneo (+23,5%), Novara (+22,1%) e Vercelli (+29%).

“I primi dati relativi all’andamento occupazionale nel 2018 – commenta l’assessore al Lavoro della Regione Piemonte, Gianna Pentenero – sono incoraggianti, soprattutto se riferiti alla componente giovanile. Tuttavia permangono elementi di preoccupazione, su cui, in occasione del Primo Maggio, è utile riflettere. Penso, naturalmente, alle crisi industriali che interessano il nostro territorio, da Embraco a Italiaonline, per citare le più note, ma anche al tema, non solo piemontese, di come garantire diritti e qualità del lavoro anche a tutti quei lavoratori che sfuggono alle categorie contrattuali classiche. E’ giusto, inoltre, come proposto quest’anno dai sindacati, accendere i riflettori sul tema della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro. Negli ultimi dieci anni sono stati compiuti numerosi passi avanti, sia a livello nazionale, sia a livello locale. Ma evidentemente non sono sufficienti, se come ci ricordano drammaticamente le statistiche, gli infortuni mortali sono in aumento. Occorre quindi avere il coraggio di intervenire: continuare a investire in formazione, chiedere alle aziende di effettuare adeguati investimenti in sicurezza e fare in modo che le istituzioni e i sindacati lavorino insieme per garantire il rispetto delle regole”.

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