L’Asl T04 sale in cattedra. Il lavoro di ricerca sulle lesioni cutanee è all’avanguardia in Italia

Ivrea

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04/07/2018

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Le lesioni cutanee croniche più note sono quelle da decubito, le più frequenti quelle venose, le più preoccupanti quelle del piede diabetico, che portano all’amputazione nel 15% dei soggetti colpiti, le più dolorose quelle vascolari arteriose, che sono in grado di portare, se non curate in modo appropriato, alla perdita degli arti. In complesso, in Italia, oltre 2 milioni di persone ne soffrono, in particolare gli anziani, ma anche 30 mila bambini

E’ stato pubblicato nella più prestigiosa rivista scientifica italiana sulle lesioni cutanee, l’Italian Journal of Wound Care, un articolo che presenta l’attività del gruppo di lavoro e il percorso realizzato all’interno dell’Azienda per il trattamento delle lesioni cutanee croniche.
Le lesioni cutanee croniche rappresentano un fenomeno importante per diverse motivazioni: sia per il numero di utenti coinvolti, sia perché si tratta di lesioni che, soprattutto in fase avanzata, sono debilitanti, spesso dolorose e riducono la qualità di vita delle persone interessate, sia per i tempi e le risorse necessarie per il trattamento del problema.
Le lesioni cutanee croniche più note sono quelle da decubito, le più frequenti quelle venose, le più preoccupanti quelle del piede diabetico, che portano all’amputazione nel 15% dei soggetti colpiti, le più dolorose quelle vascolari arteriose, che sono in grado di portare, se non curate in modo appropriato, alla perdita degli arti. In complesso, in Italia, oltre 2 milioni di persone ne soffrono, in particolare gli anziani, ma anche 30 mila bambini.

Le lesioni cutanee riguardano un gran numero di persone di ogni fascia di età

“Questa pubblicazione rappresenta un nuovo riconoscimento dell’attività svolta dal nostro gruppo di lavoro – commenta il direttore generale dell’Asl T04, dottor Lorenzo Ardissone – ed evidenzia l’importanza di una rete aziendale che si prende cura delle persone affette da queste patologie, troppo spesso dimenticate, evitando loro veri e propri pellegrinaggi tra le varie strutture. La nostra rete aziendale dedicata, in cui si integrano professionisti diversi, infermieri e medici, e operatori con specializzazioni diverse, si ispira a un’idea dinamica dell’assistenza, collegata a gradi di complessità. Dove, cioè, superata una certa soglia di complessità, si trasferisce la sede dell’assistenza da unità periferiche a unità centrali di riferimento”.
La rete aziendale, infatti, presuppone il collegamento organizzativo e operativo tra i diversi presidi ospedalieri dell’Azienda e le attività territoriali. E prevede un’attività di primo livello ospedale-territorio presso i tre presidi ospedalieri di Chivasso, di Ciriè e di Ivrea e nella Casa della Salute di Settimo Torinese e tre centri di riferimento di secondo livello, di cui due ospedalieri (Ciriè e Cuorgnè) e uno territoriale (Volpiano, presso la sede distrettuale di piazza Cavour).
Per rendere ottimali e uniformi i percorsi diagnostici e assistenziali, sono, quindi, stati identificati i professionisti componenti del Nucleo di Coordinamento scientifico e organizzativo della rete.

Punto di forza del progetto è il ruolo strategico degli infermieri

Un punto di forza del progetto è sicuramente rappresentato dal ruolo strategico svolto dagli infermieri. Fanno parte della rete, infatti, infermieri esperti nel campo, con competenze avanzate acquisite tramite uno specifico iter formativo nel settore. Nell’ambito della rete questi professionisti operano in stretta sinergia con altri professionisti: medico internista, chirurgo, ortopedico, chirurgo vascolare, chirurgo plastico.
Nell’ambito della rete, la presa in carico della persona assistita è globale e comprende diversi step: la diagnosi, il trattamento delle cause (se possibile), il trattamento locale della ferita, l’educazione all’autocura nei confronti dell’utente e dei suoi familiari, le eventuali terapie sistemiche e gli esami strumentali per il trattamento generale dell’utente, la collaborazione sinergica con i medici di famiglia e gli specialisti.
Le consulenze infermieristiche per il trattamento delle lesioni cutanee croniche sono effettuate, per le persone ricoverate, dagli infermieri ospedalieri facenti parte della rete, e, per gli utenti in carico all’assistenza domiciliare e alle Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA), dagli infermieri, sempre facenti parte della rete, del Distretto di riferimento.

Garantita la continuità delle cure anche ai pazienti dimessi dall’ospedale

Gli ambulatori infermieristici di secondo livello si rivolgono alle persone ricoverate, a coloro che sono in dimissione, e ai quali si garantisce la continuità delle cure, e agli utenti esterni. Questi ultimi possono accedere, previa prenotazione tramite CUP, su indicazione del proprio medico curante o di specialisti ospedalieri o territoriali.
L’attività dei professionisti facenti parte della rete, oltre alla cura delle lesioni nell’ambito di un approccio globale ai problemi delle persone interessate, è rappresentata anche dalla ricerca, per garantire il continuo aggiornamento delle conoscenze e trattamenti sempre all’avanguardia, e dalla progettazione e organizzazione di corsi di formazione nel settore rivolti a tutti gli operatori sanitari dell’Azienda.

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