La Uil va a congresso. Luca Cortese riconfermato alla guida della Camera Sindacale del Canavese

03/03/2018

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Rinnovati anche il Consiglio Federale Territoriale e la Direzione. Il neo segretario si è soffermato sui delicati temi del welfare e dell'incapacità del Canavese di fare sistema per migliorare la qualità del lavoro e della vita dei cittadini

Il congresso della Uil a Ivrea si è concluso con l’elezione del nuovo Consiglio Federale Territoriale, la nuova segreteria e direzione: Luca Cortese è stato riconfermato alla guida della Camera sindacale della Uil del Canavese. Il congresso si è svolto lo scorso venerdì 23 febbraio. Negli ultimi quattro anni il sindacato si è ulteriormente rafforzato laddove era già presente e ha saputo conquistare nuovi spazi nelle aziende dove i dipendenti erano privi di rappresentanza.

Lo ha affermato Luca Cortese nella relazione stilata a fine mandato. Nel quadriennio è stata inoltre acquistata la nuova sede di Castellamonte, decisamente più ampia e funzionale rispetto alla precedente e all’apertura delle nuovi sedi Uil a Cuorgnè, Strambino, San Giusto Canavese e San Giorgio Canavese. Luca Cortese nel corso del suo intervento non ha espresso dubbi nel sottolineare che l’attività sindacale svolta in qualità di segretario territoriale si è rivelata un’esperienza ricca, complessa e ricca di soddisfazioni.

Per quanto concerne il welfare a giudizio di Cortese è necessario ridistribuire la ricchezza per consentire alla popolazione di avere un tenore di vita migliore, incrementando in questo modo i consumi. Parte della ripresa avviene con l’incremento dei consumi interni che da anni stagnano. In caso contrario, ha concluso Luca Cortese, assisteremo inevitabilmente al gonfiarsi delle quotazioni de beni finanziari che non corrisponderanno a un sensibile incremento dell’occupazione e del benessere della popolazione.

Tra i tanti altri temi, il segretario della Uil territoriale ha puntato il dito sui ritardi decennali delle istituzioni in relazione agli interventi sulle infrastrutture che necessitano di interventi immediati per rispondere alle esigenze di un sistema di trasporti e sanitario che in questo lasso di tempo sono profondamente cambiati.

E’ il caso dell’ospedale unico del Canavese del quale si parla da quasi 40 anni ma che non è mai stato realizzato, della inadeguatezza del Ponte Preti che unisce il Canavese Occidentale con l’Eporediese e l’elettrificazione della tratta ferroviaria Chivasso-Ivrea-Aosta. Tutti esempi che dimostrano come il territorio sia cronicamente incapace di fare sistema.

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