LA TESTIMONIANZA – Un giovane canavesano racconta il suo percorso di studio nella mitica Silicon Valley

Pertusio

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15/09/2015

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Alessio Zanotto è nato a Pertusio. Oltre due anni fa è giunto a Berkeley per seguire un corso di inglese. Adesso, dopo quasi tre anni sta per terminare il master in business administration

Due anni fa ha assunto una decisione che lo ha proiettato in una dimensione per lui inimmaginabile. Da Pertusio alla Silicon Valley la distanza, grazie agli aerei, si riduce a poco più di otto ore di volo. Ma la distanza che separa la nostra visione del mondo da quella statunitense è quasi siderale.

Alessio Zanotto da poco più di due anni ha lasciato Pertusio, il suo borgo natìo per recarsi a Berkeley in California. L’obiettivo che lo ha portato nella lontana terra d’America era quello di migliorare la sua conoscenza della lingua inglese, oggi indispensabile per affrontare convenientemente un mondo lavoro sempre più esigente e sempre più internazionale. L’intenzione iniziale era quella frequentare un corso di approfondimento per la durata di sei mesi per poi tornare in Italia e valutare quale scelta compiere per il suo futuro. “I sei mesi iniziali sono ormai diventati trenta e sto per ultimare il mio master in business administration all’università di Berkeley. In tanti mi chiedono perché abbia deciso di venire proprio Berkeley, a discapito di città molto più gettonate, per un periodo di viaggio-studio – spiega Alessio Zanotto -. E’ presto detto: la scelta è stata dettata dalla vicina presenza della Silicon Valley, patria della tecnologia per chi ne è un appassionato come me, ma non solo. Questa non è solo la patria di Apple, Google e Facebook. In una porzione di territorio non molto più grande del nostro Canavese, sono presenti eccellenze mondiali dell’educazione (le università di Berkeley e Stanford), del vino (Napa Valley e Sonoma) e del paesaggio (San Francisco e i limitrofi parchi naturali)”.

Quella significativa porzione di territorio è diventato, a giudizio del giovane canavesano, così famoso e importante in vari settori, per una ragione ben precisa: la mentalità di chi vi abita. Una forma mentale così aperta, caratterizzata da un confronto serrato e da un dialogo costruttivo tra persone di diverse etnie e culture da diventare una ricchezza culturale, fondamentale anche nel comparto della tecnologia avanzata e nella valorizzazione del territorio. Non solo algoritmi, dunque, ma l’evoluzione del pensiero e della cultura. Un fenomeno che nel vecchio continente sarebbe oggi impensabile.

Prosegue Alessio Zanotto: “In questo senso, la parola chiave è quella della coabitazione, un tema di estrema attualità anche in Italia. Qui arrivano persone che arrivano da tutto il mondo, con culture e religioni diverse. E Berkeley è l’emblema vivente della diversità: in strada persone di successo e senzatetto si scambiano spesso opinioni di pensiero liberamente. Percepisco chiaramente la volontà e curiosità di sapere che cosa pensa chi è culturalmente e socialmente diverso. I pregiudizi praticamente non esistono, le persone non vengono accettate o scartate a priori e a tutti viene data almeno una possibilità per illustrare la propria visione di vita. Potremmo mai arrivare in Italia a questi livelli? Difficile, ma potremmo iniziare a cambiare la nostra convinzione nei confronti del fallimento imprenditoriale dato che la vivacità, l’intelligenza e il coraggio degli imprenditori, costituisce un altro grande punto di forza della Silicon Valley. Ma questa però è tutta un’altra storia”.

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