La Regione favorevole al nuovo ospedale di Ivrea. La manutenzione di quello vecchio è troppo costoso

16/11/2019

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I soldi ci sarebbero ma non bisogna dare per scontata la realizzazione di quell'ospedale che fa discutere da anni. I problemi di Ivrea sono anche quelli di tanti ospedali piemontesi ed è necessario creare una scala di priorità

L’accordo stretto tra Stato e Regioni ha messo sul tavolo 150 milioni di euro per l’edilizia sanitaria e subito torna alla ribalta la realizzazione del nuovo ospedale di Ivrea che dovrebbe sostituire il vecchio nosocomio che non solo dopo decenni ha fatto il suo tempo, ma comporta costi esorbitanti per la manutenzione. Il tema è stato affrontato nella giornata di giovedì 14 novembre nel corso dell’incontro della Conferenza dei sindaci convocata a Ivrea e alla quale ha preso parte anche l’assessore regionale alla Sanità Luigi Icardi.

I soldi ci sarebbero, quindi, ma non bisogna dare per scontata la realizzazione di quell’ospedale che fa discutere da oltre vent’anni. I problemi di Ivrea sono anche quelli di tanti ospedali piemontesi ed è necessario creare una scala di priorità. Dal canto suo Luigi Icardi ha promesso che tra queste priorità sarà senz’altro inserito anche il nuovo ospedale di Ivrea. E dire che la nuova struttura sanitaria eporediese avrebbe potuto diventare una realtà già nel 2009, nell’anno cioè in cui il Politecnico di Torino aveva individuato nell’ex area Montefibre un’area di 20mila metri quadrati di proprietà comunale.

Una location ritenuta ideale perché vicina alla ferrovia e alle principali arterie stradali. A suo tempo l’Assemblea dei sindaci si era espressa favorevolmente e stragrande maggioranza sull’ipotesi, ma il cambio della guardia al vertice della Regione Piemonte aveva, di fatto, tramontare ogni speranza.

Luigi Ricca, sindaco di Bollengo e portavoce dell’Area Omogenea 9, da anni si batte per la costruzione del nuovo ospedale: una scelta che risolverebbe del tutto le numerose criticità legate al vecchio ospedale. Ma per far questo, ha sottolineato nel corso della Conferenza dei sindaci, è necessario accantonare ogni campanilismo e pensare a costituire un gruppo di lavoro costituito da sindaci per ridare slancio al progetto.

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