Ivrea, primario licenziato dall’Asl To4 perchè visitava privatamente durante l’orario di lavoro

Ivrea

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10/03/2017

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L'ex dirigente della struttura complessa di otorinolaringoiatria si recava, senza strisciare il badge in una struttura privata convenzionata in orari non autorizzati dall'azienda sanitaria

Bene ha fatto l’Asl To4 a licenziare l’ex primario del reparto di Otorinolaringoiatria Valerio Di Fortunato, accusato di svolgere attività professionale in una struttura professionale durante l’orario di lavoro. Così si è espressa la Corte di Cassazione, confermando la sentenza pronunciata nel 2015 dai giudici della Corte d’Appello di Torino che avevano accolto il ricorso presentato dall’azienda sanitaria in seguito alla sentenza di primo grado che le aveva dato torto. Il professionista usciva dell’ospedale di Ivrea per svolgere l’attività intramoenia senza timbrare.

I giudici della Suprema Corte hanno affermato il principio che l’azienda sanitaria ha agito correttamente e hanno giudicato “irrilevante” il fatto che il dirigente medico avesse maturato molte ore di eccedenza, non pagate, da smaltire. In sintesi: i giudici della Cassazione hanno stabilito che il comportamento adottato dal dirigente medico è “grave” proprio in virtù del ruolo apicale ricoperto dal primario.
“In quanto preposto alla direzione della struttura complessa – hanno spiegato i giudici – era tenuto a garantire il rispetto delle procedure imposte per l’attestazione dell’orario di servizio e a segnalare eventuali abusi o omissioni nei riscontri documentali”. E non è tutto: la prestazione di attività libero professionale in orari diversi da quelli autorizzati dall’azienda sanitaria, era di di per sé lesiva degli interessi dell’azienda.

Dopo aver svolto le indagini amministrative di rito l’Asl To4 aveva licenziato Valerio Di Fortunato che si “dimenticava” di strisciare il badge ogni qualvolta abbandonava il servizio per “falsa attestazione della presenza in servizio mediante alterazione dei sistemi di rilevamento o con altre modalità fraudolente”. E in un momento in cui l’indignazione collettiva nei confronti dei furbetti del cartellino, monta in tutta Italia, il provvedimento dell’Asl To4 assume una certa rilevanza anche dal punto di vista etico e del rispetto degli interessi della collettività.

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