Ivrea: per le sospette morti di amianto, l’accusa ha chiesto 6 anni e 8 mesi per Carlo Debenedetti

Ivrea

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13/06/2016

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A giudizio della pubblica accusa l'azienda non poteva non sapere. Avanzata la richiesta di 15 condanne per 46 anni complessivi

L’azienda non poteva non sapere della presenza dell’amianto negli stabilimenti Olivetti di Ivrea e del Canavese e non adottò nessuna misura precauzionale per tutelare la salute dei dipendenti. La tesi accusatoria, sostenuta dai pubblici ministeri Laura Longo e Francesca Traverso della procura di Ivrea, si basa su questa convinzione. Ed è sulla scorta di questa convinzione che i magistrati hanno avanzato quindici richieste di condanna per omicidio colposo, su 17 indagati.

Tra questi figurano Carlo e Franco Debenedetti, per i quali è stata chiesa una pena di 6 anni e 8 mesi e di 6 anni e 4 mesi. Queste le altre richieste di condanna: Manlio Marini 4 anni, Luigi Gandi 3 anni e 8 mesi, Corrado Passera 3 anni e 6 mesi, Camillo Olivetti 3 anni e 4 mesi, Paolo Smirne 2 anni e 8 mesi, Pierangelo Tarizzo 2 anni e 8 mesi, Giuseppe Calogero 2 anni e 6 mesi, Renzo Alzati 2 anni e 2 mesi, Luigi Pistelli 2 anni,  Roberto Frattini 2 anni, Silvio Preve 2 anni,  Filippo Barbera Demonte 1 anno,  Anacleto Parziale 8 mesi.

La difesa ha chiesto per Maria Luisa Ravera lo stralcio e la sospensione del giudizio perché non in grado di assistere al processo. E’ stata invece chiesta l’assoluzione per Roberto Colaninno e Onofrio Bono. Il giudice Elena Stoppini sta esaminando dodici casi di morte e due di lesioni. Nella prossima udienza saranno ascoltate le arringhe degli avvocati difensori.  La sentenza è prevista per il prossimo 18 luglio.

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