Ivrea, Manital smentisce: “Nessuna procedura concorsuale. Stiamo pagando gli stipendi”

20/09/2019

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In una nota stampa la società sostiene che allo stato attuale il sistema azienda registri ancora una situazione economica ed in particolare un fatturato e una redditività delle commesse in linea con il budget 2019

Procedura concorsuale? Niente affatto. Manitalidea smentisce vigorosamente in una nota stampa che si possa anche lontanamente pensare che la società sia a un passo dall’amministrazione controllata e dal fallimento. Nel comunicato l’azienda sottolinea che “al fine di smentire talune allarmistiche notizie circolate negli ultimi giorni, Manitalidea Spa rende noto come non vi sia stata e non vi sia alcuna interruzione delle attività imprenditoriali in corso, che vengono regolarmente svolte a favore della propria clientela.

Manitalidea Spa non è sottoposta ad alcuna procedura concorsuale e, anzi, ha fornito nelle sedi competenti evidenze documentali atte a dimostrare l’insussistenza di tensioni economico-finanziarie irreversibili. Preme sottolineare infatti come allo stato attuale il sistema azienda registri ancora una situazione economica ed in particolare un fatturato e una redditività delle commesse in linea con il budget 2019. Permane tuttavia una situazione di tensione finanziaria generata da un credito prevalentemente verso la Pubblica Amministrazione che ha raggiunto volumi significativi”.

E non è tutto. Nella nota Manitalidea sottolinea in conclusione che “Attualmente l’azienda si è già fatta parte attiva nel percorso di potenziamento di linee di credito che possono ridurre al più presto la tensione generatasi e sta quindi lavorando per risolvere positivamente la situazione. Inoltre si sta provvedendo progressivamente al pagamento delle spettanze dei lavoratori relative alla mensilità di luglio e si stanno contestualmente pianificando i flussi relativi alle spettanze del mese di agosto. Tale contingenza sta procurando un invio dei flussi disomogeneo per il quale l’azienda esprime ancora una volta il proprio rammarico per i disagi arrecati alle persone”.

La parola adesso spetta ai ministeri, come il Mise, che debbono alla società 17 milioni di euro. Soldi necessari per pagare gli stipendi arretrati.

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