Ivrea, le primarie del Pd si chiudono tra le polemiche. Vince Perinetti ma la Ballurio lascia il partito

22/01/2018

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Dopo la chiusura delle urne la candidata ha deciso di resatuire la tessera di partito. Un gesto forte, che rivela una vena polemica sul risultato finale delle primarie, caratterizzate, pare, da un'inaspettata affluenza di stranieri alle urne.

Le primarie del Pd a Ivrea che si sono svolte a Ivrea nella giornata di ieri, domenica 21 gennaio, hanno sancito la netta vittoria di Maurizio Perinetti che sarà il nuovo candidato a sindaco. Le primarie sono state caratterizzata da un’ampia affluenza alle urne, decisamente superiore alle aspettative. Contestualmente, appena incassata la sconfita, l’ex presidente del Consiglio comunale Elisabetta Ballurio ha resstituito la tessera del Partito Democratico. Un gesto forte, che rivela una vena polemica sul risultato finale delle primarie, caratterizzate, pare, da un’inaspettata affluenza di stranieri alle urne.

Il terremoto politico in seno alla maggioranza potrebbe a questo punto originare una lista civica che potrebbe appoggiare la candidatura di Elisabetta Ballurio. In un comunicato postato sul suo profilo Facebook l’ex presidente del Consiglio comunale così motiva la sua decisione di restituire alla segreteria la tessera del Pd: “Sono sbalordita dal numero di persone che da ieri sera mi hanno scritto e chiamata, chiedendomi di non abbandonare la battaglia per il cambiamento della nostra città. Dopo tanti anni in cui ho lavorato dall’interno perché il PD facesse propria questa battaglia, il risultato delle primarie di ieri nel merito, ma soprattutto nel metodo (e su questo ognuno potrà approfondire se ritiene) mi ha convinta che il cambiamento ad Ivrea non potrà passare dal PD. Per questo motivo ho deciso di restituire la tessera al partito che ho contribuito a fondare nel 2008. A chi dirà che lo faccio perché ho perso, confermo che lo faccio proprio per questo: per coerenza. Perché è ormai chiaro che la ricerca e la proposta di rinnovamento che ho portato avanti sono diametralmente opposte a quelle che vuole portare avanti il PD locale. Aggiungo che pur ringraziando tutte le persone che mi hanno votata in Consiglio Comunale, per altrettanta coerenza, rassegnerò domani le dimissioni da consigliere e, pertanto, da Presidente del Consiglio Comunale. Io credo che accanto alle parole contino i fatti e l’esempio. Perché solo l’esempio può cambiare le consuetudini. Come ho sempre detto se devo scegliere tra il partito e la città scelgo la città. Mi costa, perché lascerò amici e un partito in cui ho investito molto, ma ad un certo punto credo si debba capire quali siano gli strumenti più adatti per portare avanti i propri valori. Nei prossimi giorni mi confronterò con le tante persone che mi stanno scrivendo e chiamando e con tutti quelli a cui chiedo di farlo se lo ritenessero opportuno.
Deciderò come portare avanti quella battaglia di cambiamento iniziata tanto tempo fa e che in tanti, commuovendomi anche, mi hanno chiesto di continuare”.

E in conclusione, per rispondere senza peli sulla lingua a coloro che hanno criticato la sua decisioni e soprattutto le motivazione che l’hanno determinata Elisabetta Ballurio ha pubblicato un altro post: “Ho cercato di essere elegante e lasciare la mia decisione solo sul piano politico. A tutti gli amici del pd che mi fanno la predica suggerisco però di approfondire le questioni nel merito. L’archivio storico di questi anni e le appena passate primarie su cui un po’ di sereno silenzio sarebbe bene secondo me scendesse. Per queste ultime non ho chiesto l’invalidazione solo perché la loro gestione, su cui spero qualcuno si interroghi, mi è parsa subito riflettesse non solo problemi tecnici ma due modi di intendere la politica e l’amministrazione: tutto qui. E a chi definisce la mia scelta comoda segnalo che non so quanti abbiano fatto la comoda scelta di rinunciare a fare il vicesindaco o l’assessore per non venir meno ai propri valori o che abbia lasciato insieme al pd anche l’indennità da presidente del Consiglio Comunale o da Assessore. Così, per dire”.

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