Ivrea, l’Asl TO4 non chiuderà il reparto di oncologia

Ivrea

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18/09/2015

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Il direttore generale ha presentato ai 180 sindaci canavesani il nuovo piano di riorganizzazione dei servizi. Non sono previsti tagli. La decisione finale spetta alla regione Piemonte

Il reparto di oncologia dell’ospedale di Ivrea non chiuderà. La petizione popolare che ha raccolto oltre ventimila firme ha conseguito il risultato sperato ed è stata recepita del direttore generale dell’Asl TO4 di Ivrea-Ciriè-Chivasso. Il nuovo piano aziendale sanitario è stato presentato nella giornata di ieri ai 180 sindaci del territorio di riferimento che conta oltre trecentomila utenti. Si tratta di una riorganizzazione che deve necessariamente tenere conto delle direttive imposte dall’assessorato alla Sanità della Regione Piemonte.

In definitiva la struttura complessa di oncologia rimarrà in funzione così come la sala di emodinamica rimarrà il punto di riferimento, 24 ore su 24, per tutto il territorio canavesano. La direzione generale dell’azienda sanitaria presenterà il nuovo piano di riorganizzazione in Regione. Il general manager Lorenzo Ardissone si è detto certo di aver rispettato tutti gli impegni economici e i paletti che l’assessorato alla Sanità ha imposto per rispettare l’equilibrio di bilancio. Novità (non troppo positiva) per quanto concerne la nefrologia che prevede un solo primario per tutta l’Asl.

Lo scambio tra i vari ospedali di competenze e servizi servirà, invece, a mantenere inalterati i servizi, tanto che anche il nosocomio di Lanzo non subirà, com’era stato paventato nel passato, nessuna penalizzazione, salvaguardando in questo modo le esigenze della popolazione della Valle. Entro la fine del corrente mese di settembre la giunta regionale dovrà esprimersi sul piano che sarà presentato lunedì al competente assessorato.

La speranza è che tutto vada per il meglio e che non vengano richieste modifiche significative. A rischio potrebbe essere il servizio di emodinamica: attualmente le sale attive sono due e si trovano a Ciriè e a Ivrea mentre inizialmente ne era prevista una sola. Se la direzione dovesse essere chiamata scegliere quale delle due mantenere in servizio quasi certamente la scelta cadrebbe sull’ospedale di Ciriè che è anche provvisto di una struttura complessa di cardiologia diretta da un primario.

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