Ivrea, l’ascensore è di nuovo guasto. La Lega Nord: “Strutture sanitarie inadeguate”

Ivrea

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18/10/2016

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Franco Papotti: “Il Canavese ha bisogno di presidi sanitari di prossimità, di servizi ambulatoriali facilmente raggiungibili"

L’ascensore dell’ospedale di Ivrea si è nuovamente guastato. Per l’ennesima volta. E causa non pochi disagi a chi si reca in visita ai pazienti ricoverati nella struttura sanitaria. Un episodio sul quale interviene anche la Lega Nord canavesana che ha compiuto di recente un’analisi critica della sutiazione strutturale dei nosocomi in attività sul territorio canavesano.

“L’ospedale ha di per sè limiti strutturali evidenti, che non ne rendono agevole l’utilizzo – spiega il segretario della Circoscrizione di Ivrea, Giuliano Balzola -, ma se dobbiamo aggiungerci problemi come quello occorso all’ascensore, ecco che le difficoltà di accesso alla struttura, per chi ha problemi fisici, divengono insormontabili. Il risultato dei tagli strutturali alla sanità pubblica da parte dell’attuale Giunta regionale sta venendo a galla”. Sulla vicenda interviene anche Franco Papotti che mette in discussion le sclete e le priorità in tema sanitario compiute dall giunta regionale e dall’assessore Antonio Saitta.

“La vicenda dell’ascensore è emblematica e inaccettabile. Chi governa la Regione Piemonte evidentemente è troppo intento a discutere sui costi del ticket e non trova il tempo di riflettere sulla situazione degli ospedali canavesani. Abbiamo ottimi medici e personale altamente qualificato, ma questo non basta se le strutture non ricevono costante manutenzione e si rivelano di fatto inadeguate a sopportare le esigenze di un bacino di utenza vasto quale è il Canavese.  – afferma Franco Papotti -. Anche a livello logistico, basti pensare alle evidenti difficoltà per raggiungere Ciriè o Ivrea da molte parti del Canavese con i mezzi del trasporto pubblico. È necessario porre rimedio alle scelte politiche sbagliate che hanno portato al progressivo depotenziamento degli ospedali di Cuorgnè e Castellamonte”.

E poi c’è il problema dei trasporti: la popolazione è da sempre in balia di evidenti difficoltà a raggiungere Chivasso, Ciriè o Ivrea con I mezzi pubblici. Franco Papotti ritiene sia necessario pore rimedio alle scelte politiche sbagliate che hanno chehanno creato il progressive depotenziamento degli ospedali di Cuorgnè e Castellamonte. ““Il Canavese ha bisogno di presidi sanitari di prossimità, di servizi ambulatoriali facilmente raggiungibili: è giusto prevedere che l’intervento di particolare complessità possa essere affrontato in strutture altamente specializzate anche se lontane, ma è altrettanto logico sostenere che gli interventi ordinari e le emergenze medio-piccole devono trovare risposte adeguate sul territorio – conclude Paopotti -. La sanità è un servizio e come tale deve essere concretamente fruibile da tutti, sui meri equilibri contabili deve prevalere l’esigenza di tutelare la salute dei cittadini”.

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