Ivrea: il “rapinatore gentiluomo” ritorna in carcere. Evaso nel 2015, si era rifugiato in Germania

Ivrea

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19/07/2016

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Dopo un anno di indagini il Nucleo Investigativo Centrale e la polizia penitenziaria lo hanno rintracciato a Homburg. Oggi rientrerà in Italia

Si era rifugiato in Germania e, più precisamente a Homburg. Dopo l’arresto e l’estradizione, il latitante Andrea Nicola Petrillo, sbarcherà all’aeroporto di Fiumicino di Roma, a bordo di un volo decollato da Francoforte, scortato dagli agenti della polizia penitenziaria. Il suo arresto è frutto del coordinamento del Nucleo Investigativo Centrale nel corso dell’operazione denominata “Carlitos”, condotta dalla polizia penitenziaria di Torino, diretta dal sostituto procuratore Alessandro Gallo della Procura di Ivrea.

Petrillo era destinatario di ben nove mandati di arresto internazionale emessi dalla procura della Repubblica di Ivrea per ricettazione, truffa, lesioni dolose aggravate, porto d’armi, rapina aggravata ed evasione. L’uomo, ben conosciuto alle cronache, era denominato il “rapinatore gentiluomo”. Richiuso nel carcere di Ivrea, il 14 febbraio 2015, dopo che gli era stato concesso il lavoro all’esterno come prevede la legge nei casi di buona condotta, al termine del lavoro non era rientrato nell’istituto di pena. Le forze dell’ordine si erano subito messe sulle tracce dell’evasore.

Il Nucleo Investigativo Centrale, su delega della procura di Ivrea e, in collaborazione con il Provveditorato regionale della polizia penitenziaria del Piemonte, ha indagato per oltre un anno analizzando tabulati telefonici e i profili pubblicati sui sociale network che si ritenevano fossero riconducibili a Petrillo. Grazie alle intercettazione ambientali e pedinamenti, il ricercato è stato individuato a Homburg, dove le autorità tedesche, su indicazione degli investigatori italiani lo hanno arrestato lo scorso 25 aprile. La richiesta di estradizione è stata accolta e oggi Nicola Petrillo tornerà in Italia dove sarà processato anche per evasione.

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