Ivrea: il carcere è troppo sovraffollato e mancano agenti di polizia penitenziaria e tecnici

Ivrea

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20/04/2016

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Armando Michelizza, garante dei diritti delle persone private della libertà, sollecita i comuni ad avviare l'istituzione di cantieri di lavoro

Situazione più che critica al carcere di Ivrea: troppi detenuti e il personale di polizia penitenziaria ridotto al lumicino. Il rapporto redatto da Armando Michelizza, garante dei diritti delle persone private della libertà, parla chiaro: le criticità rilevate all’interno della casa circondariale di Burolo, richiedono interventi immediati. Lo si afferma nel rapporto che è stato illustrato qualche giorno fa in Comune a Ivrea. I numeri, d’altro canto, fotografano una situazione che ha superato il limite della sopportabilità: nella struttura a tutt’oggi sono presenti 231 detenuti contro i previsti 192. Dei 231 carcerati 159 sono stati condannati in via definitiva e il 35% è costituito da stranieri.

L’altra nota dolente è rappresentata, invece, dalla pianta organica: soltanto 152 unità tra agenti e tecnici contro i 221 che dovrebbero prestare servizio. Un esempio concreto: per quanto concerne il personale tecnico dovrebbero essere in servizio sei persone, come prevede d’altro canto la circolare  ministeriale. Al momento nessuno è in servizio. La soluzione non è, purtroppo dietro l’angolo: non sono previste ulteriori assunzioni e l’amministrazione penitenziaria deve far bastare i fondi stanziati dal ministero. Occorre trovare altre soluzioni per attenuare il drammatico fenomeno del sovraffollamento e, contestualmente la presenza della cronica carenza di personale.

Nella relazione, Armando Michelizza ha sottolineato che sui 231 detenuti, soltanto sei escono quotidianamente dal carcere per svolgere attività all’esterno. Partendo da questa considerazione, il garante, nominato dal Comune di Ivrea, ha richiesto un maggiore impegno dei comuni del territorio, affinché organizzino cantieri di lavoro finanziati dalla regione Piemonte o, diversamente, sottoscrivere una convenzione con l’’Anci, l’associazione dei comuni italiani, per dare l’avvio ai lavori socialmente utili.

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