Ivrea: di giorno in malattia. Di notte lavoravano. La Finanza denuncia il titolare e i lavoratori

Lanzo

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16/07/2016

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Dopo mesi di un'articolata indagine, gli agenti delle Fiamme Gialle hanno anche scoperto che 13 persone lavoravano in nero e 22 era assunte irregolarmente. L'accusa è di truffa ai danni dello Stato

Beccati. Dagli agenti della Guardia di Finanza di Lanzo che li hanno denunciati alla procura di Ivrea per truffa. Sia i dipendenti che il titolare dell’azienda delle Valli di Lanzo, che produce sacchetti di plastica destinati al settore della grande distribuzione. Stando ai certificati medici inviati all’Inps, i dipendenti della società risultavano in malattia mentre in realtà, lavoravano di notte percependo compensi in nero.

Le indagini hanno consentito di accertare che la prestazione lavorativa avveniva prevalentemente di notte per evitare di incorrere in una visita fiscale.

Il meccanismo truffaldino non è servito ad eludere i controlli. Il danno compiuto ai danni dello Stato è doppio: da un lato i dipendenti percepivano l’indennità di malattia e dall’altro guadagnavano soldi in nero: una situazione che faceva comodo a tuti. Al titolare sicuramente ma anche i lavoratori compiacenti. Gli agenti della Finanza hanno scoperto al termine di un’articolata attività investigativa che l’impresa ispezionata impiegava ben 13 persone in nero e mai assunte e 22 lavoratori, invece, assunti irregolarmente.

I compensi che il datore di lavoro avrebbe elargito senza alcun versamento dei contributi ammonterebbero a circa 220 mila euro. Adesso la società dovrà fare i conti con conseguenze non di poco conto. Oltre al recupero delle imposte evase, dovranno essere sanate le posizioni pregresse con il versamento dei relativi contributi e di una maxi-sanzione che ammonta a ben 740mila euro.

Gli interventi della Finanza si inquadrano nella consueta attività di servizio orientata, in questo caso, alla tutela degli interessi delle imprese che quotidianamente operano nella legalità, attraverso la prevenzione e la repressione di ogni forma di concorrenza sleale come quella dell’utilizzo di manodopera in nero.

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