Ivrea, detenuto distrugge la cella nella quale è rinchiuso. E’ di nuovo caos all’interno del carcere

Ivrea

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25/08/2017

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L'episodio riaccende i riflettori della cronaca sulla struttura carceraria eporediese, già oggetto di un'inchiesta della procura. Il segretario generale dell'Osapp: "Quel carcere è una polveriera"

Ha letteralmente distrutto la cella del reparto transito nella quale era rinchiuso, sfondando la parete che divide la cella dal bagno e smantellando ogni suppellettile. E’ accaduto alle 16,30 di mercoledì 23 agosto nel carcere di Ivrea. Un detenuto italiano, in transito presso la casa circondariale, era stato escluso , come sottolinea l’Osapp il sindacato autonomo degli agenti di polizia penitenziaria, dalle attività in comune con gli altri detenuti. Dopo alcune ore di trattative il detenuto è sceso a più miti consigli. L’episodio ha riacceso i riflettori della cronaca sul carcere di Ivrea che è già oggetto di un’indagine condotta dalla procura eporediese.

Il segretario generale dell’Osapp Leo Beneduci non usa mezzi termini quando parla della struttura penitenziaria eporediese: “Purtroppo il carcere di Ivrea è una vera e propria polveriera e episodi consimili sono quasi all’ordine del giorno tant’è che anche a seguito di un recente intervento dell’autorità giudiziaria. Per tale Istituto, la nostra Organizzazione Sindacale, a tutela sia del personale e sia dei ristretti, ha richiesto a viva voce che ogni intervento effettuato mediante l’uso della forza fisica, secondo le previsioni di Legge, venisse contemporaneamente ripreso mediante apparecchiature per la videoregistrazione; purtroppo nessuno dell’Amministrazione Penitenziaria ha ad oggi posseduto una consapevolezza tale del grave problema da rispondere alla nostra richiesta».
E non è tutto: “D’altra parte siamo anche certi che i gravi danni inflitti alla cella di detenzione da parte del detenuto non graveranno in alcun modo sul patrimonio dello stesso in quanto è d’uso dell’Amministrazione Penitenziaria porre le spese per le riparazioni a carico dei contribuenti e non di chi se n’è reso responsabile – conclude Leo Beneduci -. Nel contempo rinnoviamo la richiesta ai partiti politici e agli organi parlamentari per l’istituzione di una commissione di inchiesta sullo stato del sistema penitenziario Italiano e sulle drammatiche condizioni di lavoro del Personale di Polizia Penitenziaria”.

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