Ivrea, condannato a 7 anni e sei mesi di reclusione il carabiniere accusato di aver stuprato una disabile

Mathi

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10/11/2017

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Il pubblico ministero aveva chiesto una condanna a sei anni e mezzo. Il giudice ha inasprito la pena. La difesa dell'appuntato ricorrerà in Appello

Condannato in primo grado a una pena di 7 anni e sei mesi di reclusione con l’accusa di violenza sessuale: imputato era un appuntato dei carabinieri (trasferito nel frattempo ad altro incarico) che il primo di novembre del 2013 avrebbe violentato una donna che si era presentata nella caserma di Mathi Canavese, dove il militare prestava servizio all’epoca dei fatti, per sporgere una denuncia.

La corte, presieduta dai giudice del tribunale di Ivrea Elena Stoppini ha accolto in pieno la tesi avanzata dal pubblico ministero Ruggero Crupi che aveva chiesto una condanna a sei anni di carcere e ha, anzi, inasprito la pena di un anno e mezzo. La drammativa vicenda è stata ricostruita in aula: il militare aveva accolto la donna quarantenne che voleva denunciare per maltrattamenti il convivente (poi assolto dall’accusa) e, dopo aver carpito la fiducia della donna un giorno, al termine del servizio, stando a quanto ha ricostruito la procura eporediese, si sarebbe offerto di accompagnarla per assicurarsi che il presunto violento convivente non si trovasse in casa. E qui si sarebbe consumata la violenza sessuale.

L’avvocato difensore del carabinieri ha fondato il suo impianto difensivo sugli esiti negativi di altre denunce presentate dalla donna e sui tabulati le celle telefoniche che hanno agganciato il telefono cellulare del militare, dimostrerebbero che, nel momento in cui si sarebbe consumato lo stupro, il suo assistito si trovava in un altro luogo. L’appassionata arringa della difesa non ha convinto il giudice che ha condannato l’imputato. Il suo difensore ha già annunciato il ricorso in Appello.

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