Ivrea Città delle Alpi: l’Uncem lancia la proposta per realizzare una grande area green e smart

08/01/2018

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Per Ivrea, Uncem ha predisposto un dossier di proposte, idee e strategie. Non solo per la città, ma per l'intera area che tocca le valli con le Unioni montane, a partire dai territori del Gran Paradiso, marchio che unito a quello della Città di Ivrea potrebbe dare risposte importanti in chiave economica, sociale e culturale, oltre che turistico

Un rapporto più forte tra Città e montagna. Non vale solo per Torino – un legame mai pienamente compiuto con le sue vallate, né prima né dopo le Olimpiadi del 2006. L’Uncem lavora da diversi anni a una rete di “città alpine” che parta da Cuneo, Mondovì, Saluzzo, Pinerolo. E ora Ivrea. Capaci di aggiungersi alle storiche capitali europee delle Alpi: Chambery ad esempio, ovvero Sion, Martigny, Innsbruck, o le italiane Sondrio, Belluno, Trento, Bolzano, Tolmezzo. Per Ivrea, Uncem ha predisposto un dossier di proposte, idee, strategie che ruotano attorno a due parole chiave: sostenibilità – green – e innovazione – smart. Non solo per la città, ma per l’intera area che tocca le valli con le Unioni montane, a partire dai territori del Gran Paradiso, marchio che unito a quello della Città di Ivrea potrebbe dare risposte importanti in chiave economica, sociale e culturale, oltre che turistico.

Il documento Uncem contiene una serie di elementi utili per aprire un dibattito nella città e nei comuni: non certo una riproposizione di vecchi e inorganici modelli di aggregazione, tantomeno con nostalgici pezzi di storia, bensì il contributo di idee per Amministrazioni locali, imprese, associazioni di categoria, sindacati, terzo settore, intere comunità, anche in vista delle scadenze elettorali comunali, politiche, regionali, europee, concentrate nel prossimo anno e mezzo. Forte dei piani di sviluppo di Unioni montane, Gal, Bim, Consorzi socio-assistenziali – tutti a geometria variabile su più Comuni – la proposta è legata alla creazione di un distretto che sappia drenare risorse europee (fondamentale il lavoro da proseguire con Regione e Città Metropolitana) e organizzare una coesione istituzionale che tocchi le valli alpine dando loro nuovo protagonismo, superando il mero criterio numerico riferito agli abitanti.

Uno scambio relazionale importante che, come insegnano le altre “capitali alpine europee”, determina la creazione di distretti smart e green, dove economia circolare, innovazione tecnologica, green communities, paesaggio, incoming turistico e attenzione alle aree interne (con una riorganizzazione dei servizi pubblici non più rinviabile) diventano concreti vettori di posti di lavoro, pil, benessere. Ad esempio grazie alla realizzazione di un distretto che valorizzi i “servizi ecosistemici-ambientali” delle vallate, in uno scambio anche economico con la città. Oppure con un primo macro-progetto sulla mobilità sostenibile e sulle reti intelligenti di energia. L’area eporediese può inoltre costruire una proposta al Governo centrale e regionale per realizzare la prima “zona a fiscalità di vantaggio” del Piemonte e anche per calcolare, oltre ai servizi ecosistemici-ambientali che i territori esprimono e per i quali serve una remunerazione, il valore del Bes, Benessere equo e sostenibile.

L’Uncem ha redatto un documento di dieci pagine, con molti elementi di una strategia che unisce la pianificazione urbana della città a quella delle vallate con tutte le componenti istituzionali al tavolo. Dialogo, ascolto e analisi le cifre della complessiva strategia, con azioni immediatamente cantierabili – come quelle relative alla programmazione comunitaria in corso – e altre con tempi più lunghi, anche quindici anni. Forti di un legame tra città e aree montane che anche per Ivrea è venuto il tempo di rafforzare.

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