Ivrea, alla sbarra la ginecologa di Cuorgnè accusata di truffa ai danni dello Stato

Ivrea

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12/05/2017

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La dottoressa è accusata di aver percepito indebitamente dall'Sl To4 circa 90 mila euro. Il pm ha chiesto una condanna a tre anni di reclusione

E’ comparsa nella mattinata di ieri, giovedì 11 maggio, davanti al Gup del tribunale di Ivrea Alessandro Scialabba, la dottoressa Cristina Sartor, 54 anni, ginecologa all’Asl T04: nel corso dell’udienza preliminare il pubblico ministero ha richiesto al giudice una condanna a tre anni e l’interdizione perpetua dai pubblici uffici tenendo conto del fatto che la difesa della dottoressa ha chiesto di poter accedere al rito abbreviato. Il medico di Cuorgnè, assistito dall’avvocato Marco Morelli, dipendente dell’ospedale di Ivrea è accusata di truffa aggravata continuata ai danni dello Stato e peculato continuato.

La professionista è finita davanti al giudice al termine di un’indagine effettuata dagli agenti della Guardia di Finanza che avrebbe scoperto che la ginecologa esercitava privatamente in uno studio privato a Cuorgnè mai dichiarato al fisco. In sostanza la professionista avrebbe esercitato l’attività privata di ginecologa in regime di intramoenia in orari non previsti dal contratto stipulato con l’Asl T04: gl’inquirenti contestano alla donna di aver percepito per quattro anni indennità che non le spettavano. In totale, secondo i calcoli effettuati dall’azienda sanitaria, la ginecologa avrebbe percepito indebitamente circa 90 mila euro derivanti dal contratto di esclusività con l’Asl.

C’è poi l’aspetto più squisitamente fiscale: gli agenti della Guardia di Finanza hanno raccolto la testimonianza di numerosi clienti e sulla scorta degli elementi raccolti alla dottoressa viene contestato il fatto che, presumibilmente, non avrebbe emesso fatture a fronte delle visite effettuate in cambio di un forte scontro sul prezzo della prestazione. Nel procedimento penale l’Asl To4, rappresentata dall’avvocato Valeria Giacometti, si è costituita parte civile.

Dal canto suo la difesa, nel corso dell’arringa ha presentato al giudice numerosi elementi a discarico della sua assistita. Il Gup ha aggiornato l’udienza al prossimo 24 maggio quando pronuncerà la sentenza.

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