Ivrea: aggredirono due giovani durante il Carnevale. Identificati grazie a Facebook

Ivrea

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23/03/2016

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Della banda faceva parte anche una ragazza. Alcuni membri erano minorenni e sono stati tutti identificati e denunciati

Sono residenti a Rivarolo Canavese, Pont Canavese, Foglizzo, Volpiano, Cuorgnè e San Benigno Canavese i dodici ragazzi, alcuni dei quali minorenni, che il 15 febbraio 2015, nel corso dello storico Carnevale di Ivrea avevano aggredito due giovani torinesi. Il “branco” del quale faceva parte anche una ragazza, dovrà rispondere davanti all’autorità giudiziaria di rapina in concorso, ricettazione e lesioni. Si tratta di ragazzi d’età compresa tra i 17 e 21 anni. E tutti con una passione in comune: quella per Facebook.

Una passione che li ha traditi e che ha consentito agli agenti della polizia di Stato del commissariato di Ivrea, di risalire all’identità degli aggressori. Il pestaggio aveva avuto luogo in corso Re Umberto: i due giovani torinesi erano finiti tutti e due al pronto soccorso dell’ospedale di Ivrea dopo esser stati rapinati dei telefoni cellulari: uno con la frattura della mandibola e del setto nasale e l’altro con una prognosi di dieci giorni. C’è voluto un anno per individuare i membri del gruppo: le indagini avevano preso l’avvio dopo la denuncia sporta dai due ragazzi aggrediti, ma la mancanza di testimoni non ha facilitato il lavoro degli agenti coordnati dal vicequestore aggiunto Gianluigi Brocca.

La svolta ha avuto luogo quando uno dei ragazzi, il giorno successivo alla violenta rapina, ha acceso il telefono cellulare di una delle vittime che è stato agganciato da una cella dell’antenna: il segnale ha guidato la polizia a casa del giovane che ha però fornito una versione fantasiosa dell’accaduto. Gli agenti hanno iniziato a seguire con la massima attenzione il profilo Facebook del ragazzo e quando sono comparsi i commenti degli amici sulla vicenda, gli agenti sono riusciti a risalire all’identità dei componenti della banda. Le indagini sono state coordinate dal pubblico ministero Chiara Molinari. La posizione dei ragazzi che, all’epoca dell’accaduto erano minorenni saranno esaminate dal Tribunale dei minori di Torino.

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