Ivrea, addio Olivetti e i dipendenti scrivono a Renzi

Ivrea

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20/06/2015

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Olivetti addio. Gli ultimi 250 dipendenti della storica industria dell’informatica ancora presenti in quella che Adriano Olivetti aveva voluto diventasse una moderna città-industria integrata sono quasi certi che la morte e la relativa, definitiva chiusura dell’azienda sia una realtà vicina e, purtroppo, ineluttabile.

E così hanno deciso di mettere nero su bianco e hanno scritto una lettera inviata al presidente del Consiglio Matteo Renzi, al presidente della regione Piemonte Sergio Chiamparino, al sindaco della Città Metropolitana Piero Fassino e al primo cittadino di Ivrea Carlo Della Pepa. Speranze deluse, timori reali, un futuro che non ci sarà più. E’ una lettera che mette sotto una luce impietosa il futuro di quel che rimane dell’Olivetti.

La lettera è stata scritta dopo gli ultimi incontri tra i vertici dell’azienda e i sindacati. I dipendenti contestano in toto il piano industriale (che a loro giudizio porterò alla definitiva chiusura dell’azienda) e chiedono un incontro urgente con le istituzioni a ogni livello.

Si legge nella lettera: “Questo piano com’è ormai chiaro a tutti coloro che ancora lavorano in azienda (540 persone contro le 55 mila degli anni ’80 e degli oltre 5000 dei tempi della scalata a Telecom), non prevede altro che la perdita ulteriore di posti di lavoro, soprattutto su di un territorio, quello canavesano, già flagellato da una crisi di cui non si vede la fine. Siamo alla definitiva chiusura della Olivetti”.

 

Si attende adesso ma senza troppo ottimismo che la politica faccia la sua parte per evitare la perdita di ulteriori posti di lavoro (una vera jattura per un territorio come quello eporediese estremamente tormentato dalla crisi economica) e la scomparsa di un patrimonio storico e tecnologico insostituibile.

Dov'è successo?

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