Ivrea: 75enne precipitò in una scarpata e morì. Condannata funzionaria dell’ex Provincia

13/04/2018

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L'incidente mortale ebbe luogo quattro anni fa nei pressi di Vidracco, Secondo l'accusa, se al posto del cordolo di cemento alto 15 centimetri ci fosse stato un guard-rail, probabilmente il pensionato non sarebbe deceduto

Sandra Beltramo, 52 anni, residente a Giaveno, funzionaria dell’ex Provincia di Torino è stata condannata dal giudice monocratico del tribunale di Ivrea Ludovico Morello a otto mesi di reclusione con il beneficio della sospensione condizionale della pena, per la morte di un’anziano di Vigevano causato da un incidente stradale. L’imputata è stata anche condannata al pagamento di una provvisionale di 60 mila euro che dovranno essere versati agli eredi.

I fatti: il mortale incidente ebbe luogo in una serata del 2014 nei pressi di Vidracco in Valchiusella. Luigi Cantella, un pensionato di 75 anni era partito dall’abitazione del figlio, diretto a Vigevano quando, dopo aver affrontato una curva perse il controllo dell’auto e precipitò in una profonda scarpata che fiancheggiava la strada provinciale. Un volo di 90 metri che fu fatale all’automobilista. La pericolosità della strada era nota da tempo tanto vero che il sindaco di Vidracco aveva segnalato il problema al responsabile dell’ufficio: Sandra Beltramo, per l’appunto.

Alla donna, difesa dall’avvocato ciriacese Luigi Chiappero sono state contestati la negligenza e imperizia nella manutenzione della strada e nella progettazione e installazione delle misure di sicurezza adeguate sul quel tratto di strada. Alle sollecitazioni del sindaco la funzionaria aveva risposto che era a conoscenza della problematica e aveva promesso un intervento dell’ente non appena sarebbero stati reperiti i fondi necessari per l’esecuzione delle opere necessarie.

Su questo punto si è basata la tesi difensiva mentre la pubblica accusa, rappresentata dal pm Chiara Molinari della procura di Ivrea ha insistito sul fatto che se al posto del cordolo di pietra alto 15 centimetri fosse stato installato un guard-rail, con ogni probabilità la vittima non sarebbe perita nell’incidente mortale.

Il giudice ha sposato la tesi del pubblico ministero e ha condannato l’imputata.

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