Incontro “Canavesana”: i disservizi continueranno fino a metà 2019. Scoppia la rivolta dei sindaci

22/12/2018

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Il summit è stato utile per far capire, in modo particolare a Gtt, che il Canavese non può più permettersi di avere una ferrovia da terzo mondo e che i sindaci sono stufi di sentire promesse, poi disattese. Gli amministratori pronti ad azioni eclatanti

Chi si attendeva una svolta risolutiva sui sempre più crescenti disservizi della “Canavesana” ha dovuto, prevedibilmente, ricredersi: nel corso dell’incontro convocato dal sindaco di Rivarolo Canavese Alberto Rostagno e che si è svolto nel pomeriggio di giovedì 20 dicembre nella sala consigliare del Comune è emerso che le “criticità” saranno destinate a rimanere tali, se tutto filerà per il verso giusto, almeno fino alla metà del prossimo anno.

L’obiettivo dell’incontro era quello di discutere della difficile situazione in cui versa la linea ferroviaria Canavesana Chieri-Torino-Rivarolo-Pont, ed è stato il primo incontro che non si è’ svolto a Torino (come tutti i precedenti) ma in Canavese, dove il problema è sentito e reale. Al tavolo di discussione con i sindaci del territorio erano presenti: l’assessore regionale ai trasporti Francesco Balocco, il consigliere delegato ai trasporti della città metropolitana di Torino Dimitri Di Vita, il direttore dell’Agenzia della Mobilita piemontese dottor Paonessa, il dirigente di Gtt – responsabile ferrovia ingegner Fantini e i dirigenti di Gtt ingegner La Scala (responsabile trasporto ferroviario), l’ingegner Fonduti (responsabile compendio ferroviario), Ing. Perassa (responsabile manutenzione rotabile) e l’ingegner Sandri (dirigente ferrovia).

In sala consiliare (gremita) erano presenti anche i rappresentanti delle associazioni dei pendolari, il comitato di Feletto e alcuni dipendenti di Gtt. Nel corso dell’incontro sono emersi: la conferma dell’investimento di 12 milioni di euro della regione Piemonte, il non immediato ritorno ai 70 Km/orari (come da tutti auspicato), ma solo a giugno 2019 (nella migliore delle ipotesi) oppure a settembre 2019, e l’impegno del Gruppo Torinese Trasporti ad una maggiore manutenzione dei treni e della linea.

Il summit è stato utile per far capire, in modo particolare a Gtt, che il Canavese non può più permettersi di avere una ferrovia da terzo mondo e che i sindaci sono stufi di sentire promesse, poi disattese. Se la situazione non migliorerà verranno messe in atto azioni più concrete: incontro con Ansf (agenzia nazionale sicurezza ferroviaria) ed incontro con l’azionista di Gtt (comune di Torino).

Questa volta gli amministratori si sono dimostrati decisi ad andare fino in fondo. Del resto come si può parlare di rilancio e sviluppo territoriale quando la rete dei trasporti risale, per adeguatezza, alla fine del secolo scorso?

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