Incendi, la Coldiretti annuncia: “Ci vorranno 15 anni per ricostituire i boschi andati in fumo”

Locana

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01/11/2017

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La presidente Delia Revelli: "Al momento non è ancora possibile quantificare complessivamente i danni, ma sarà opportuno che le Istituzioni e gli enti preposti prevedano misure per sostenere l’agricoltura di montagna su cui sicuramente tali incendi graveranno”

Quindici giorni di continui incendi in Valsusa e in nella Valli Montane del Canavese hanno causato al sistema ambientale danni incalcolabili, così come difficilmente quantificabili sono i danni subiti dall’economia locale: ci vorranno almeno 15 anni per ricostituire i boschi che sono andati a fuoco. Lo afferma la Coldiretti regionale che fa particolare riferimento alle province di Torino e Cuneo che sono state le aree di territorio regionale maggiormente colpite dalla devastante ondata di incendi.

“Ad alimentare tali incendi sono stati diversi fattori tra cui sicuramente il vento e la siccità, ma anche l’incuria e l’abbandono dei boschi divenuti così facile preda dei piromani – commenta Gabriele Calliari presidente di Federforeste -. Il fuoco divampa tra la vegetazione secca con pesanti effetti dal punto di vista ambientale dovuti alla perdita di biodiversità. Siamo di fronte – prosegue – all’inarrestabile avanzata della foresta che senza alcun controllo si è impossessata dei terreni incolti e domina ormai più di 1/3 della superficie nazionale. Il patrimonio boschivo-forestale andrebbe, invece, valorizzato come risorsa economica capace di produrre valore aggiunto e bisognerebbe attivare azioni preventive che in Italia, purtroppo, mancano”.

Delia Revelli, presidente della Coldiretti Piemonte e il Delegato Confederale Bruno Rivarossa sottolineano come sia indispensabile prevenire questi fenomeni per difendere i boschi, polmoni verdi del Paese e non arrivare a situazioni d’emergenza come questa.

“Le nostre imprese sono fondamentali per presidiare il territorio e stanno svolgendo una importante attività collaborando con i soccorritori, mettendo a disposizione i loro mezzi ed autobotti al fine di aiutare i volontari, i vigili del fuoco e le forze dell’ordine impegnate nelle operazioni di spegnimento – spiegano Delia Revelli e Bruno Rivarossa -. Al momento non è ancora possibile quantificare complessivamente i danni, ma sarà opportuno che le Istituzioni e gli enti preposti prevedano misure per sostenere l’agricoltura di montagna su cui sicuramente tali incendi graveranno”.

I danni causati degli incendi riguardano il costo degli interventi per affrontare l’emergenza ma anche la perdita di biodiversità per danni alla fauna e alla flora con boschi di querce, di faggio, di castagno, di cerro ma anche funghi ed erbe aromatiche; l’abbandono di tutte le attività umane tradizionali del bosco come la raccolta della legna, dei tartufi e dei piccoli frutti, ma anche quelle di natura hobbistica come i funghi che coinvolgono a settembre decine di migliaia di appassionati; la difficoltà per turismo e agriturismo per calo delle presenze nelle aree coinvolte.

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