Il Canavese rivuole il giudice di pace? I Comuni paghino il servizio

Cuorgnè

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05/06/2015

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Mettere d'accordo 30 sindaci non non è un'impresa facile. Il costo del servizio è di 150 mila euro

I Comuni dell’Altro Canavese rivogliono il giudice di pace a Cuorgnè? Per Il ministero della Giustizia non ci sono problemi a patto che le amministrazioni che hanno insistito per riottenere l’apertura del servizio se ne accollino le spese. L’iniziativa, promossa dal sindaco di Cuorgnè Beppe Pezzetto, ha raccolto l’adesione di alcuni altri colleghi. Costo del disturbo? Non meno di 150 mila euro all’anno.

E’ ovvio, spiega Pezzetto, che in questo caso o si condivide tutti insieme il progetto e si fa gioco di squadra, oppure il ripristino del servizio diventa impossibile. In ogni caso il primo cittadino cuorgnatese ritiene che valga la pena di provare. Certo che la vicenda contiene qualche elemento di paradosso: il ruolo del giudice di pace è quello di alleviare la congestione dei tribunali civili. Un costo che dovrebbe essere a carico dello stato e non dei comuni che già arrancano faticosamente per trovare le risorse economiche che servono per l’ordinaria amministrazione, dato che di investimenti, grazie ai limiti imposti dal patto di stabilità non se ne parla.

Alla prima riunione indetta da Beppe Bezzetto hanno partecipato una decina di sindaci su trenta. L’ipotesi lanciata da Cuorgné non appare così facilmente percorribile come poteva sembrare all’inizio, anche se un terzo dei costi previsti, sarebbe a carico dell’amministrazione guidata da Pezzetto che metterebbe a disposizione la sede. All’Ufficio del giudice di pace farebbero capo trenta municipalità per un bacino di utenza di oltre 40 mila abitanti. L’idea è quella di spostare la sede del giudice di pace all’interno dell’ex Manifattura, all’interno di locali che sono di proprietà comunale.

Il tempo stringe. Entro il prossimo 30 luglio si dovrà individuare una soluzione definitiva. In caso contrario la soppressione del servizio giudiziario diverrà definitiva. Beppe Pezzetto ci riprova, dopo aver tentato e fallito di mettere d’accordo i colleghi dei paesi vicini. Eppure i numeri parlano chiaro: soltanto nell’ultimo biennio il giudice di pane ha discusso oltre 500 cause. L’invito lanciato dal sindaco Beppe Pezzetto cadrà nel vuoto anche questa volta?

 

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