Il canavesano cardinal Tarcisio Bertone travolto dalla bufera del “Vatileaks”

Romano Canavese

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05/11/2015

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Nel mirino del giornalista Fittipaldi, autore del libro "Avarizia" l'ex numero due del Vaticano. "Non so come difendermi dalle calunnie"

Fa parte dei cerchia dei cardinali “dorati” o è vittima di un’infernale (e il caso di dirlo) macchinazione che mira a danneggiare la sua immagine e quella della Chiesa? Nel mirino dei due nuovi libri “Avarizia” di Emiliano Fititipaldi e “Via Crucis” del giornalista Gianluigi Nuzzi, in uscita in questi giorni nelle librerie, c’è anche il cardinal Tarcisio Bertone, originario di Romano Canavese ed ex Segretario di Stato della Santa sede durante il pontificato Ratzinger. I due libri basati sulla documentazione che sarebbe stata sottratta al Vaticano, si soffermano ampiamente sul lussuoso attico che il cardinal Tarcisio Bertone avrebbe riservato per sè dentro le mura della Città del Vaticano e la cui ristrutturazione sarebbe costata 300 mila euro. “Non so come difendermi. Difendersi dalle calunnie è quasi impossibile” ha dichiarato il prelato in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera.

E’ su questo particolare che si sta rinfocolando la polemica caratterizzata dagli arresti, dai documenti trafugati e delle oscure vicende riguardanti lo Ior: il giornalista Emiliano Fittipaldi, autore del libro “Avarizia” sostiene che la ristrutturazione sia stata effettuata con l’utilizzo dei denaro derivante dalla fondazione che raccoglie i soldi destinati ai bambini in cura presso l’ospedale pediatrico “Bambin Gesù” di proprietà del Vaticano. L’ex segretario di Stato di origine canavesana, invece sostiene di aver pagato di tasca sua i costosi lavori di ristrutturazione. Sull’ampiezza quell’attico, che in realtà non è altro che l’unione di due appartamenti all’ultimo piano di Palazzo san Carlo in Vaticano (a pochi metri da casa Santa Marta, la residenza di Papa Francesco), sono nate leggende: c’è di parla di 700 metri quadri, chi di 500, chi di 300.

Tarcisio Bertone smentisce con vigore: i metri sono in realtà 296, e i trecentomila euro li avrebbe pagati di tasca sua. “Sono 296 metri quadrati, non ci vivo da solo – chiarisce -. Per i lavori ho usato 300 mila euro di risparmi miei. I 200mila versati dalla Fondazione Bambin Gesù? Così dicono, ma io non ho autorizzato nulla”. E ancora: “Nel caso venisse accertato che sono state effettuate azioni fraudolente a mio danno – spiega Bertone – è chiaro, non esiterò a reagire. Vorrei vedere cosa è stato pagato e quanto, il verbale che lo testimonierebbe”.

Ma la polemica sembra non essere destinata ad esaurirsi qui. La bomba del “Vatileaks2” sulle canonizzazioni è pronta ad esplodere e a provocare altri devastanti danni all’immagine della Curia e della Chiesa.

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