I sindaci canavesani manifestano contro i tagli delle risorse

Canavese

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31/05/2015

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I sindaci canavesani manifesteranno il 2 giugno a Torino contro il taglio delle risorse economiche decise dal governo

Il taglio di risorse? Una vera jattura per chi deve amministrare un comune, piccolo o grande che sia. Per questa ragione il 2 giugno una folta delegazione di sindaci canavesani che fanno parte della Città Metropolitana guidata dal sindaco di Bollendo Luigi Sergio Ricca, parteciperà al presidio allestito che avrà luogo in piazza Castello a Torino, di fronte alla Prefettura, per manifestare contro i tagli ai trasferimenti statali decisi dal governo. Tagli che rendono inevitabili l’aumento della pressione fiscale locale, compromettendo nel contempo, la qualità dei servizi.

E’ previsto che i sindaci siano ricevuti da un rappresentante del prefetto al quale saranno illustrate le molteplici problematiche generate dalle minori entrate stati: l’accorpamento obbligatorio nella Città metropolitana che non genera risparmi com’era stato invece ventilato ma causa costi aggiuntivi. I dati parlano chiaro: nel 2014 lo Stato ha tagliato 700 milioni di euro destinato agli enti locali. Anche le Regioni hanno incassato 700 milioni in meno. Una situazione insostenibile come sottolinea il sindaco Ricca: “Un taglio così lineare e sperequato non si era mai visto ed è nuovamente previsto nella legge di stabilità del 2015. Inoltre occorre sapere che nel 2014 i dati Istat dicono che il debito dello Stato è aumentato di 13,6 miliardi di euro, mentre quello degli enti locali è diminuito di 0,9 miliardi di euro”.

“Un taglio così lineare e sperequato non si era mai visto ed è nuovamente previsto nella legge di stabilità del 2015 – continua Luigi Sergio Ricca-. Inoltre occorre sapere che nel 2014 i dati Istat dicono che il debito dello Stato è aumentato di 13,6 miliardi di euro, mentre quello degli enti locali è diminuito di 0,9 miliardi di euro”. In definitiva: i comuni più virtuosi, per rispettare il patto di stabilità versano molto di più degli anni precedenti nelle casse statali, costringendo gli amministratori ad effettuare tagli ed eliminare quasi del tutto gli investimenti a favore dei cittadini.

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