I carabinieri stroncano un traffico di droga. In manette un giovane di Volpiano

Volpiano

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23/09/2015

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La banda, costituita da quattro uomini, era il punto di riferimento per tanti giovani del circondario e di San Mauro Torinese

Il meccanismo era ormai ampiamente collaudato. L’uso della tecnologia digitale ha cambio anche gli usi e abitudini dello spaccio di droga. Le ordinazioni delle dosi, avevano luogo soltanto tramite il telefono cellulare, gli sms e whatsapp. L’obiettivo era quello di evitare i controlli delle forze dell’ordine, sbaragliare la concorrenza che è sempre più agguerrita e, soprattutto, velocizzare al massino i tempi di consegna.

L’organizzazione di spacciatori 2.0 era diventata un punto di riferimento per tanti ragazzi del circondario e, in particolar modo, di quelli residenti a San Mauro Torinese, popoloso centro urbano della collina di Torino. Le ordinazioni avvenivano tramite una particolare parola d’ordine concordata tra i pusher e i clienti e venivano persino recapitate a domicilio per i clienti più fedeli e affezionati. In tutti gli altri casi l’hashish e la cocaina venivano consegnate in luoghi appartati e preventivamente concordati.

A stroncare il traffico di stupefacenti sono stati i carabinieri del Nucleo Investigativo che, da tempo, teneva strettamente sotto osservazione l’attività della banda e su disposizione della magistratura hanno notificato un provvedimento restrittivo nei confronti di quattro persone, di età compresa tra i 28 e i 32 anni, di cui una domiciliata a Volpiano. Le indagini svolte dai militari dell’Arma hanno appurato il meccanismo attraverso il quale aveva luogo lo smercio degli stupefacenti.

Un meccanismo ampiamente confermato dai clienti dell’organizzazione che hanno ammesso, nel corso degli interrogatori, le proprie responsabilità e hanno descritto nei più minuti dettagli come avvenivano le consegne, il gergo usato per ordinare le dosi di droga ed altri elementi che hanno permesso agli investigatori di appurare evidenti elementi di responsabilità dei quattro pusher finiti in manette. Sono una sessantina le persone segnalate alla Prefettura di Torino. Il giro d’affari originato dall’attività è risultato piuttosto ingente.

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