Gl’infermieri scendono in piazza e incontrano il Consiglio regionale: “Sbloccate le assunzioni”

Torino

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28/10/2017

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Il sistema sanitario regionale non assume e non sostituisce chi va in pensione. Mancano 1.500 infermieri per far lavorare i colleghi in condizioni di sicurezza e garantire ai pazienti la giusta assistenza

Sono scesi in piazza Castello a Torino in trecento: sono gl’infermieri che nei giorni scorsi  hanno manifestato contro il blocco delle assunzioni e del turn-over: blocchi che costringono i professionisti, come sottolinea il Nursind, il sindacato delle categorie infermieristiche, a compiere per soddisfare le richieste delle aziende sanitarie e dei pazienti. I numeri d’altro canto parlano da soli: in tutta la Regione mancano all’appello almeno 1.500 infermieri per garantire soltanto di poter lavorare nel rispetto delle norme vigenti e dei contratti di lavoro.

“Ce ne vorrebbero molti di più se volessimo garantire un rapporto infermiere paziente soddisfacente ai requisiti degli standard europei – rimarca Francesco Coppolella, coordinatore Regionale NurSind Piemonte -. Altri ancora, vista l’età media di 50 anni, per sostituire coloro che hanno limitazioni funzionali dovuta ad una professione altamente usurante.  Inoltre, ci chiediamo con quale personale si intende potenziare il territorio per dare una risposta alla chiusura dei posti letto e al conseguente sovra affollamento dei Dea”.

Una rappresentanza degli manifestanti è stato ricevuto a Palazzo Lascaris nell’aula del consiglio regionale dal presidente del Consiglio regionale Mauro Laus e dai consiglieri. Ai rappresentanti delle istituzioni sono state spiegate le ragioni della protesta. L’assenza dell’assessore regionale alla Sanità Antonio Saitta ha suscitato non poco disappunto.

Aggiunge Francesco Coppolella: “Siamo dispiaciuti della mancata presenza che, nonostante invitato e presente in aula in attesa del Question Time, ha perso un altra occasione per mostrare rispetto verso una categoria importante come quella dell’infermiere. Ovviamente non ci fermeremo e continueremo la nostra lotta con altre azioni atte a sensibilizzare la nostra classe politica”.

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