Giro d’Italia, gli ambientalisti chiedono l’eliminazione della tappa al Serrù. La Lega si oppone

Ceresole Reale

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01/12/2018

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La questione è approdata in Consiglio regionale e si preannuncia un braccio di ferro tra ecologisti e parte della politica locale. Il parlamentare Cesare Pianasso: "Non ci sono fondati motivi per impedire che il Giro arrivi sulle montagne canavesane"

Lo ha scritto chiaro e tondo in una lettera. il consigliere dell’Ente Parco del Gran Paradiso Toni Farina: sarebbve meglio che la tappa prevista del Giro d’Italia 2019 al lago Serrù venisse eliminata e che l’arrivo sia posto a Ceresole Reale. Agli ambientalisti non piace che il grande e atteso evento sportivo nazionale “inquini” il Parco del Gran Paradiso. Un inquinamento non ambientale, precisa il consigliere, ma piuttosto di tipo culturale. Fatto sta che eliminando la tappa al Serrù la manifestazione perderebbe gran parte della sua attrattiva.

E in attesa di individuare una soluzione che soddisfi le esigenze dell’organizzazione, dei tifosi e quelle degli ambientalisti, sull’argomento interviene il senatore della Lega Nord Cesa Pianasso che, in una nota stampa stigmatizza l’atteggiamento di chiusura delle associazioni ambientaliste territoriali: “La tappa non si tocca – commenta -. Certamente il Canavese non perderà un’occasione d’oro come l’arrivo a Ceresole del Giro d’Italia per colpa di qualche ambientalista capace solo di dire ‘no’ a tutto. Che poi, cosa ci sia di dannoso in una gara di ciclismo me lo devono ancora spiegare.

n conto è tutelare l’ambiente, soprattutto di un’area protetta come il parco nazionale del Gran Paradiso, un altro è dire di no a qualsiasi cosa. E una competizione come il Giro non ha controindicazioni, ma solo aspetti enormemente positivi, dal punto di vista turistico e promozionale”.

Il parlamentare non ha dubbi: il passaggio del Giro d’Italia rappresenta una vetrina di incomparabile valore per far conoscere le bellezze naturalistiche e paesaggistiche del Canavese.

“Certo, sarà necessario un grande lavoro dal punto di vista organizzativo e logistico per gestire l’importante flusso di appassionati che giungeranno a Ceresole e al Serrù per assistere all’arrivo di tappa – conclude il senatore leghista -. Ma non ci sono fondati motivi per impedire che il Giro arrivi sulle montagne canavesane, anche perché seguendo la stessa logica contorta, allora, non si dovrebbero fare tappe alpine di alcun genere. Non ci sarebbero il Mortirolo, lo Zoncolan o l’Alpe d’Huez nel caso del Tour. E sarebbe un’assurdità”.

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