Giro d’Italia al lago Serrù: ambientalisti contro, ma l’Ente Parco: “Non tocca a noi intervenire”

Ceresole Reale

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04/12/2018

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Il presidente Italo Cerise interviene sulle polemiche e precisa che la valutazione sull'impatto ambientale spetta ai tecnici del Comitato Scientifico e alla Città Metropolitana, proprietaria della strada provinciale che attraversa il Parco del Gran Paradiso fino al Colle del Nivolet

Il passaggio del Giro d’Italia nel cuore del Parco del Gran Paradiso potrebbe creare criticità al delicato sistema ambientale? Il consigliere dell’ente Parco Toni Farina in una lettera inviata al presidente Italo Cerise chiede che la tappa prevista al colle del Nivolet sia arretrata a Ceresole Reale. Una proposta che toglie alla tappa gran parte del suo interesse e che ha causato una levata di scudi in difesa del passaggio dei campioni del ciclismo. I timori dell’associazione ambientalista “Pro Natura” e dell’Associazione “Amici del Gran Paradiso” non convincono la stragrande maggioranza di amministratori locali, mentre l’Ente Parco precisa che la strada è di competenza della Città Metropolitana e che quindi ogni decisione in merito riguarda di fatto l’ente che ha sostituito l’ex provincia di Torino.

L’Associazione Amici del Gran Paradiso in un nota pubblicata sul sito ufficiale del sodalizio illustra le ragioni che l’hanno spinta a chiedere l’arretramento dell’arrivo. “Considerato il numero delle persone che vi accederanno, dei mezzi motorizzati (auto, moto, elicotteri, autocarri) e la folla (migliaia di persone), più le strutture che verranno allestite e rifiuti abbandonati, si tratterà di un evento gravemente lesivo dell’ambiente naturale e incompatibile con la finalità istitutiva del Parco, ossia la tutela dello stesso – si legge sul sito dell’Associazione -. Inevitabile sarà anche un danno all’immagine del Parco e della stessa manifestazione sportiva, che apparirebbe allestita senza considerare le conseguenze negative che essa arrecherebbe all’ambiente naturale.

Chiediamo perciò che l’arrivo della tappa avvenga in prossimità dell’abitato di Ceresole Reale, al di fuori dai confini del Parco. E’ un luogo ugualmente spettacolare e degno per il Giro d’Italia; darebbe giusto risalto alla valle dell’Orco e ai suoi comuni; l’impatto sull’ambiente sarebbe più limitato ed anche l’immagine del ciclismo professionistico guadagnerebbe in responsabilità”.

Il presidente dell’Ente che gestisce il Parco Italo Cerise non ha dubbi sulla questione: le valutazioni sull’impatto ambientale spettano esclusivamente agli esperti del Comitato Scientifico del Parco e della Regione.

Tra l’altro la società Rcs che organizza il Giro d’Italia e il Comune di Ceresole Reale ha adottato le misure eco-compatibili del tutto condivise dall’ente di gestione. Anche il senatore della Lega Nord Cesare Pianasso è intervenuto chiarendo senza mezzi termini che “La tappa del Giro d’Italia non si tocca. Basta con i no a tutto. Il Canavese non può mancare ad un appuntamento sportivo così importante”.

Ma su questo arroventato tema non è stata ancora detta l’ultima parola.

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