Giallo di Castellamonte, la madre di Gloria: “Vorrei che mia figlia mi fosse restituita, viva o morta”

Castellamonte

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05/02/2016

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Sono due le procure che indagano sul drammatico caso: a Torino si lavora sulla presunta truffa mentre a Ivrea il procuratore capo Giuseppe Ferrando indaga sull'omicio a carico d'ignoti

Sono le due procure che indagano: una è quella di Torino che lavora sulla presunta truffa che l’ex allievo di Gloria Rosboch avrebbe perpetrato ai danni della professoressa di Castellamonte misteriosamente scomparsa quel fatidico mercoledì 13 gennaio, l’altra è quella di Ivrea dove il procuratore capo Giuseppe Ferrando ha aperto un fascicolo per omicidio a carico di ignoti. Gloria Rosboch manca da casa da oltre tre settimane. Della vicenda di cronaca si è occupata, questa sera la nota trasmissione televisiva “Quarto Grado” condotta dal giornalista e scrittore Gianluigi Nuzzi e Alessandra Viero. Anche in questo caso si è ripercorso in tutti i dettagli finora conosciuti, ogni aspetto della inspiegabile scomparsa dell’insegnante di sostegno presso la scuola Media “Cresto” di Castellamonte. Due gli interrogativi di fondo: la professoressa è stata attirata in una trappola? E da chi? Oppure, sopraffatta dalla delusione per aver perso oltre ai risparmi della famiglia, 187 mila euro e dopo aver visto svanire il sogno di intraprendere insieme all’ex allievo Gabriele un’attività in Costa Azzurra a Cap d’Antibes, ha compiuto un atto autolesionistico? Su questa brutta storia, ognuno dice la sua: gli psichiatri forensi, i giornalisti, i commentatori, ma si rimane nel campo delle ipotesi. Il giovane nel 2014, appena dopo la presunta consegna del denaro, si sarebbe trasferito a Gassino Torinese. E lì si trovava quel mercoledì 13 gennaio.

L’ALIBI BLINDATO DELL’EX ALLIEVO

Gabriele ha un alibi blindato che sarebbe confermato da alcuni testimoni. Le due vicende, quella della truffa e quella della scomparsa, non sono collegate tra loro. Il suo avvocato Pier Franco Bertolino non rilascia dichiarazioni sostenendo che potrà farlo non appena potrà consultare gli atti. Dal tenore delle email che il ragazzo, di trent’anni più giovane della donna, le aveva inviato fino all’ottobre del 2014, traspare la sollecitazione a realizzare il sogno di lavorare in Francia. Nella querela, presentata in tribunale a Torino dall’avvocato Stefano Caniglia, Gloria Rosboch, fornisce la sua versione, racconta tutto ciò che sarebbe accaduto. Delle illusioni, del fatto che dopo la presunta consegna del denaro, Gabriele sia scomparso e abbia cancellato il suo profilo Facebook. Eppure il ragazzo frequentava la casa di Gloria, conosce gli anziani genitori, sembra sincero. “Tra di loro c’era una calda amicizia, ma non credo nulla di più” conferma Marisa Moro, madre della professoressa, che spera ancora di vedere la figlia: “Vorrei che mi fosse portata anche morta in modo che possa piangerla”.

GLORIA SI RIVOLGE ALLA MADRE DEL GIOVANE

Dopo aver presentato querela nel settembre del 2015 per truffa, nei giorni precedenti il Natale 2015 Gloria effettua un ultimo tentativo per rientrare in possesso dei soldi che le sarebbero stati sottratti con l’inganno. Si reca all’ospedale di Ivrea, dove lavora la madre di Gabriele e le chiede di convincere il figlio a restituirle i soldi. “Se lo farà, non andrò avanti con la denuncia” le spiega. L’incontro non sortisce nessun effetto. “La mia cliente mi telefonò incitandomi ad andare avanti con l’azione penale, in considerazione del risultato deludente che l’incontro aveva avuto” conferma l’avvocato Stefano Caniglia. Il 13 gennaio Gloria esce da scuola alle 13,10. In pochi minuti è a casa. Pranza poi esce, intorno alle 14,45 dicendo alla madre che doveva ritornare a scuola per terminare una riunione.

Ma la riunione non è mai stata convocata. A casa Gloria, donna riservata, meticolosa, da una vita fin troppo regolare (e forse da questa voleva fuggire attraverso il sogno di recarsi a lavorare Oltralpe) porta con sé la borsa della scuola e il telefono cellulare, mentre a casa lascia il portafogli con denaro e documenti personali. Da allora dell’insegnante non si hanno più notizie. Il giorno dopo iniziano le ricerche che finora non hanno prodotto nessun risultato: Gloria non è stata trovata né viva né cadavere. Questa mattina la madre, accompagnata dal legale si è recata in procura a Torino dove è stata interrogata a lungo, come persona informata dai fatti, dal sostituto procuratore della Repubblica Cristina Bianconi che indaga sulla presunta truffa attuata da Gabriele. Agli atti sarebbe stato anche allegato un quaderno di bella dove Gloria Rosboch aveva annotato termini commerciali in francese in vista della paventata attività da condurre insieme in Costa Azzurra.

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