“Giallo” al Sacro Monte di Belmonte: i tre religiosi lasciano, dopo 3 settimane, la gestione del Santuario

Belmonte

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14/01/2019

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Don Tarcisio Benvenuti, don Zeno Sartori e don Antonio Malagisi sono ripartiti per l'Austria. Gl'interrogativi sull'abbandono si accavallano e le risposte sono ancora troppo frammentarie

La loro permanenza al Santuario di Belmonte non è durata neanche tre settimane: dal giorno dell’Epifania hanno fatto armi e bagagli e sono andati via. In Austria di dice. Don Tarcisio Benvenuti, don Zeno Sartori e don Antonio Malagisi sono si occuperanno più della gestione del complesso abbaziale del Sacro Monte patrimonio dell’Unesco. Il loro arrivo era stato festeggiato durante la celebrazione della Santa Messa di domenica di 23 dicembre e tutti avevano tirato un sospiro di sollievo perchè la riapertura del Santuario era stato annunciato in pompa magna. L’improvvisa partenza dei tre sacerdoti ha innescato la delusione di tanti fedeli e di coloro che amano la bellezza del Sacro Monte.

Domenica 13 gennaio la messa è stata celebrata dal parroco di Cuorgnè. Ma cosa è accaduto in quelle tre settimane di permanenza dei religiosi? La Curia assicura che era tutto previsto, ma pare (il condizionale è d’obbligo) che a pesare sulla decisione di allontanare i tre sacerdoti, possano essere stati episodi accaduti in passato e legati alla Confraternita che avevano portato allo scioglimento della “Famiglia Monastica Fraternità di Gesù”, fondata nel 1972 da don Tarcisio Benvenuti affiancato dal suo “braccio destro” don Zeno Sartori.

Una famiglia monastica che ha compiuto una iperbole durata poco più di due decenni. Le accuse formulate da diversi membri della comunità, costretti a loro dire di essere costretti a compiere lavori manuali a un ritmo insostenibile, pesavano come macigni: accuse che sarebbero rimaste avvolte dalle nebbie della discrezione della Curia di Roma. Di certo è che, in seguito a diverse denunce ed esposti alle autorità ecclesiali, la Famiglia Monastica Fraternità di Gesù viene sciolta nel 2010 dal Vaticano.

Da domenica 6 gennaio, i tre sacerdoti sarebbero partiti per l’Austria e il sogno di rivedere aperto e attivo il Santuario, si arena ancora una volta in un “giallo” dai contorni ancora nebulosi.

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