Frana di Quincinetto: un”anello” stradale alternativo per la sicurezza in caso di emergenza

05/08/2019

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Sopralluogo alla presenza del prefetto di Torino. Individuate le criticità si studiano soluzioni per garantire la sicurezza della circolazione e una viabilità alternativa in caso di allerta. Nella mattinata la mattinata di mercoledì 7 agosto il prefetto di Torino incontrerà l'Ativa, la Regione Piemonte e Città metropolitana e sindaci del territorio interessato

Come annunciato al termine dell’incontro in cui è stato presentato il Piano speditivo di protezione civile per la frana di Quincinetto, questa mattina, lunedì 5 agosto, il Prefetto di Torino Claudio Palomba ha guidato un sopralluogo – a cui hanno preso parte il consigliere delegato alla viabilità della Città metropolitana di Torino Antonino Iaria, rappresentanti della protezione civile di Regione Piemonte, Regione Valle d’Aosta e Città metropolitana, i sindaci dei Comuni coinvolti dal Piano, l’amministratore delegato di Ativa Luigi Cresta, le forze dell’ordine e le polizie municipali – con cui sono state verificate in loco le principali criticità nella viabilità alternativa che si attiva in caso di chiusura dell’autostrada A5.

La viabilità prevista dal Piano in caso di chiusura dell’A5

Attualmente il Piano speditivo prevede tre livelli di allerta attivati dai sensori che sono posti sulla frana e gestiti dal Centro di competenza della protezione civile presso l’Università di Firenze.
In caso di allerta di livello 2 l’autostrada fra Ivrea e Pont Saint Martin è percorribile su una sola corsia nel lato più vicino alla parete e su due corsie nell’altro senso; ma in caso di allerta 3 (quella che si è verificata domenica 27 luglio) l’autostrada viene chiusa e la viabilità, secondo quanto stabilito dal Piano, viene dirottata da Ivrea verso la Vallée lungo la statale 26 fino a Pont-Saint Martin, mentre per chi esce a Pont, si imbocca inizialmente la statale 26 attraversando Carema e Settimo Vittone, e appena prima di Quassolo si devia lungo le strade provinciali 70, 69, 503 e 68 fino a rientrare in autostrada a Ivrea. Un anello che garantisce la sicurezza dei cittadini, primo obiettivo di un piano di protezione civile, ma che ha creato non pochi disagi alla viabilità e preoccupazioni fra i sindaci che si sono ritrovati con il traffico pesante dirottato sui centri cittadini.

Il sopralluogo

Il sopralluogo effettuato questa mattina ha ripercorso “l’anello” con soste in particolare a Settimo Vittone, Borgofranco d’Ivrea, Tavagnasco, dove il Prefetto ha ricevuto suggerimenti e proposte dai sindaci per una viabilità alternativa e si è concluso nel comune di Quincinetto, dove sono stati ripercorsi i punti salienti. “Avevo già espresso la ferma intenzione – ha spiegato il Prefetto Palomba – di considerare questo Piano come flessibile, in modo da intervenire sul tracciato per migliorarlo nel doppio intento di creare meno disagi possibili ai territori e insieme garantire l’incolumità degli utenti”.
Per questo le proposte saranno passate al vaglio e il Prefetto ha annunciato una serie di incontri per la mattinata di mercoledì 7 agosto con Ativa, Regione Piemonte e Città metropolitana e al pomeriggio per un incontro tecnico con la partecipazione dei sindaci.

“La Città metropolitana – ha ricordato Antonino Iaria, consigliere delegato della Città metropolitana – ha dato un apporto significativo nella creazione del Piano come Protezione civile e come Servizio Viabilità offrendo proposte progettuali che utilizzano la viabilità esistente. Oggi abbiamo ricevuto altre possibili proposte che devono però essere valutate per la loro fattibilità. Ovviamente siamo disponibili a un ulteriore apporto tecnico per individuare soluzioni che eliminino alcuni problemi, come il passaggio dei mezzi pesanti nei centri abitati, realizzabili però in un breve arco temporale”.

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